Ovviamente, AcquavivaNet è disponibile ad ospitare qualunque replica e contributo che possa aiutare a chiarire l’intricata e controversa questione, nell’interesse della città e dei suoi abitanti.
L’Ospedale Miulli non aveva nel passato problemi economici: i bilanci erano in pareggio o in attivo. Da un po’ di anni, invece, si parla di gravi ed insanabili debiti, che si accumulano di anno in anno, e si dice che si aggirino già intorno a 120 milioni di euro, 240 miliardi circa di vecchie lire, una vera voragine.
Tale situazione si è determinata dopo che al vertice dell’Ospedale Miulli si è insediata l’attuale Dirigenza Ecclesiastica, assolutistica e autocratica, che ha eliminato la trasparenza e i controlli del passato.
La Dirigenza Ecclesiastica ha eliminato arbitrariamente ed unilateralmente i rappresentanti della nostra Città, che, venivano eletti dal Consiglio Comunale di Acquaviva per far parte della Consulta dell’Ospedale, controllarne la gestione e riferire allo stesso Consiglio Comunale: una garanzia per l’Ospedale e per la Città.
Per allontanarli la Dirigenza Ecclesiastica ha calpestato vecchi accordi e leggi tuttora vigenti: “Il Sindaco o un suo delegato, da scegliersi nel seno del Consiglio Comunale, hanno diritto di esaminare sul luogo tutti gli atti, contratti e registri delle amministrazioni (delle Opere Pie), riferendone nella prima tornata al Consiglio” (art. 81, R.D. n.99 del 5.2.1891). Tale disposizione ribadisce l’art. 49 del R.D. n.1007/1862, che stabilisce: “I Consigli Comunali possono esaminare l’andamento e vedere i conti delle Opere Pie locali”. E la legislazione attuale dà al Sindaco, quale autorità sanitaria locale, il potere, perfino autonomo rispetto alla ASL, di effettuare accertamenti sanitari obbligatori (legge n.833/1978 ed altre).
L’’attuale Dirigenza Ecclesiastica, calpestando la normativa, svolge ora la sua funzione in modo diametralmente opposto a come era avvenuto correttamente per oltre 250 anni, durante i quali la funzione era di gestire l’Ospedale, e non di impadronirsene. Il Testamento dell’avv. Miulli ha lasciato l’Ospedale in eredità ai poveri della Città, e quindi alla stessa Città (art. 630 del Codice Civile) e non alla Chiesa, come del resto conferma anche una sentenza del Consiglio di Stato del 28 luglio 1877.
L’attuale Dirigenza Ecclesiastica sta furbescamente cercando di passare dalla gestione dell’Ospedale alla sua appropriazione (furto), tentando di trasferirne i suoi beni alla Diocesi (che oggi comprende anche Gravina ed Altamura, ecc.). Ciò consente di gestirlo con potere autocratico e arbitrio padronale, concedendo agli amici, regolarmente forestieri, laute consulenze e grandi vantaggi e guadagni, senza concorso o procedura o gara pubblica, pur gestendo soldi pubblici, in regime di equiparazione amministrativa pubblica.
Il frutto di questa gestione è che l’Ospedale si trova in una voragine di debiti e sta perdendo po
sti-letto e reparti, a dispetto del nuovo monoblocco, che dovrebbe rilanciarlo. I posti-letto sono scesi da 1.200 a meno di 600, mentre il personale si assottiglia e si estingue un’opportunità di lavoro per i nostri giovani.
Noi chiediamo, e lo chiediamo alle Autorità di controllo, di conoscere la ragione dei debiti e la destinazione dei soldi pubblici, che la Dirigenza riceve dalla Regione, sufficienti a pareggiare il bilancio negli altri ospedali, e nel passato a portare il nostro Ospedale perfino in cospicuo attivo. Il Consiglio Comunale faccia valere il diritto della Città a conoscere e vigilare in difesa del nostro Ospedale.
Va primariamente appurato se vige nell’Ospedale il canone 1263 del Diritto Canonico, che dà al Vescovo “il diritto …d’imporre alle persone giuridiche pubbliche soggette al suo governo un contributo non eccessivo e proporzionato ai redditi di ciascuna per le necessità della diocesi”: è questa la falla dei debiti del Miulli? Si fa oggi quanto si è già tentato nel passato ?
Mentre l’Ospedale è in debito, le attività della Diocesi sono sempre più economicamente appariscenti, come del resto il tenore di vita dei membri della Dirigenza Ecclesiastica, ben lontano dagli esempi di dedizione e onestà dei vecchi ed integri Governatori e Facenti-Funzione del Clero di Acquaviva, come don Giacomo Nardulli, don Giovanni Tritto, don Palombella, che pagavano perfino di tasca propria i viaggi a Roma, anche se effettuati per conto dell’Ospedale. Il Testamento del Miulli prescrive che il ruolo di Governatore deve esplicarsi senza compenso, ‘senza dedurne falcidie alcuna’ (XXI), affinché tutti i soldi siano destinati alla cura dei malati, come ogni buon cristiano deve volere e fare.
E l’attuale Dirigenza Ecclesiastica non solo si è allontanata dalle disposizioni del Testamento e dagli esempi di integrità evangelica del Clero di Acquaviva, ma tenta ostinatamente di cancellare ogni legame dell’Ospedale con la nostra Città, affidando le laute consulenze (500 mila a colpo?), i ricchi servizi, le incessanti forniture e gli incarichi a persone ‘amiche’, che vengono da Gravina, da Noci, da Napoli, ecc.
E recentemente la Dirigenza Ecclesiastica, come si è accennato, ha perfino tentato il ‘colpo grosso’, grazie a compiacenze notarili, di appropriarsi furtivamente delle proprietà dell’Ospedale, trasferendole al sedicente Ente Ecclesiastico, di cui daremo dettagliata notizia e relazione nel nostro prossimo volantino.
Questo tentativo, frutto della pervicace ostilità della Dirigenza Ecclesiastica verso la nostra Città, si configura come una espropriazione di pubblico bene, perpetrata da chi era incaricato di custodirlo e gestirlo, secondo il tuttora vigente “Statuto Organico dell’Ospedale Civile di Acquaviva delle Fonti” (mentre neppure un documento parla mai di Ente Ecclesiastico). Si insiste ostinatamente sullo scippo ai danni dell’Ospedale e della nostra Città con il ricorso alla Commiss. Tributaria Provinciale, dove, con vero tradimento e conflitto d’interesse, il Governatore dell’Opera Pia agisce contro l’Opera Pia.
Siamo consapevoli della gravità di queste considerazioni, ma è nostro dovere civico proclamare la verità dei fatti, senza il timore delle potenti azioni legali e di altro, cui è adusa l’attuale Dirigenza Ecclesiastica, la quale, trattandosi di questioni e pretese personali, per agire in giudizio deve attingere a soldi propri e non, come usa, a quelli dell’ospedale e dei malati, che sono sacri, come concorda ogni buon cristiano.
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si si prisci! è TELEMAAAJG??? la paladina della legalit... - Grillo e il Movimento 5 S...
hai ragione trudi. se ti affacci in consiglio comunale ... - Michele Petruzzellis: “Pr...
bravo prisci..........avete delle denuncie da fare ? so... - Borreggine (FLI): “Il Nos...
borreggine tisci un duo che funziona......continuate su... - Borreggine (FLI): “Il Nos...
Caro consigliere hai ottime prospettive, ma devi cercar... - Grillo e il Movimento 5 S...
acquaviva è già piena di comici cabarettisti che avrebb... - Borreggine (FLI): “Il Nos...
CARI ELETTORI DI ACQUAVIVANET.....NON COMMENTATE PIU' I...
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