Venerdì 25 Maggio 2012
   
Text Size
banner-sondaggio

DIFENDERE L’OSPEDALE MIULLI, DIFENDERE LA CITTA’

ospedale-miulli

Sulla vicenda dell’Ospedale Miulli, su cui era intervenuto nei giorni scorsi l’ex sindaco Pistilli, riceviamo e pubblichiamo un contributo del Comitato Cittadino pro Miulli e Associazione pro Fondazione Miulli.

Ovviamente, AcquavivaNet è disponibile ad ospitare qualunque replica e contributo che possa aiutare a chiarire l’intricata e controversa questione, nell’interesse della città e dei suoi abitanti.

 

L’Ospedale Miulli  non aveva  nel passato problemi economici: i bilanci  erano in pareggio o  in attivo. Da un po’ di anni, invece, si parla  di gravi ed insanabili debiti, che si accumulano di anno in anno, e si dice che si aggirino  già intorno a 120 milioni di euro,  240 miliardi circa di vecchie lire, una vera voragine.


Tale situazione si è determinata dopo che al vertice dell’Ospedale Miulli si è insediata l’attuale Dirigenza  Ecclesiastica, assolutistica e autocratica,  che ha eliminato  la trasparenza  e i controlli  del passato.


La Dirigenza Ecclesiastica ha eliminato arbitrariamente ed unilateralmente i rappresentanti della nostra Città,  che, venivano eletti dal Consiglio Comunale di Acquaviva  per far parte della Consulta dell’Ospedale, controllarne la gestione e riferire allo stesso Consiglio Comunale: una garanzia per l’Ospedale e per la Città.


Per allontanarli la Dirigenza Ecclesiastica ha calpestato vecchi accordi  e leggi tuttora vigenti: “Il Sindaco o un suo delegato, da scegliersi nel  seno del Consiglio Comunale, hanno diritto di  esaminare sul luogo  tutti gli atti,  contratti e registri delle amministrazioni (delle Opere Pie), riferendone nella prima tornata al Consiglio” (art. 81, R.D. n.99 del 5.2.1891). Tale disposizione  ribadisce  l’art. 49 del  R.D. n.1007/1862, che stabilisce: “I Consigli Comunali  possono esaminare l’andamento e vedere i conti delle Opere Pie locali”. E la legislazione attuale dà al Sindaco, quale autorità sanitaria locale,  il potere,  perfino autonomo rispetto alla ASL,  di effettuare  accertamenti sanitari obbligatori (legge n.833/1978 ed altre).
L’’attuale Dirigenza Ecclesiastica, calpestando la normativa, svolge ora la sua funzione in modo diametralmente opposto a come  era avvenuto correttamente per oltre 250 anni, durante i quali la funzione era di gestire l’Ospedale, e non di impadronirsene. Il Testamento dell’avv. Miulli  ha lasciato l’Ospedale in eredità ai  poveri della Città, e quindi alla stessa Città (art. 630 del Codice Civile) e non alla Chiesa, come del resto conferma anche una sentenza del Consiglio di Stato del 28 luglio 1877.


L’attuale Dirigenza Ecclesiastica sta furbescamente cercando di passare dalla gestione dell’Ospedale alla sua appropriazione (furto), tentando di trasferirne i  suoi beni  alla Diocesi (che oggi comprende anche Gravina ed Altamura, ecc.). Ciò consente di gestirlo  con  potere autocratico e  arbitrio padronale, concedendo agli amici, regolarmente forestieri, laute consulenze e grandi vantaggi e guadagni, senza concorso o procedura o gara pubblica,  pur gestendo soldi pubblici,  in regime di  equiparazione amministrativa pubblica.
Il frutto di questa gestione è che l’Ospedale si trova in una voragine di debiti e  sta perdendo po

sti-letto e reparti,  a dispetto del nuovo monoblocco, che dovrebbe rilanciarlo. I posti-letto sono scesi da  1.200 a  meno di 600, mentre il personale  si assottiglia  e si estingue un’opportunità di lavoro per i nostri giovani.
Noi chiediamo, e lo chiediamo alle Autorità di controllo, di conoscere la ragione dei debiti e  la destinazione  dei soldi  pubblici, che la Dirigenza riceve dalla Regione,  sufficienti a pareggiare il bilancio negli altri ospedali, e nel passato a portare il nostro Ospedale perfino in cospicuo attivo. Il Consiglio Comunale faccia valere il diritto  della Città a conoscere e  vigilare in difesa del nostro Ospedale.  

Va primariamente appurato se vige nell’Ospedale il canone 1263 del Diritto Canonico,  che dà al Vescovo “il diritto …d’imporre alle persone giuridiche pubbliche soggette al suo governo un contributo non eccessivo e proporzionato ai redditi di ciascuna per le necessità della diocesi”: è questa la falla dei debiti del Miulli?   Si fa oggi quanto  si  è già tentato nel passato ?


Mentre l’Ospedale è in debito,  le attività della Diocesi sono sempre più economicamente appariscenti,  come del resto il tenore di vita dei membri della Dirigenza Ecclesiastica, ben lontano dagli esempi  di dedizione e onestà dei vecchi ed integri Governatori e Facenti-Funzione  del Clero di Acquaviva, come  don Giacomo Nardulli, don Giovanni Tritto, don Palombella,  che pagavano perfino di tasca propria i viaggi a Roma,  anche se effettuati  per conto dell’Ospedale. Il Testamento del Miulli prescrive che il ruolo di Governatore deve esplicarsi senza compenso, ‘senza dedurne falcidie alcuna’ (XXI), affinché tutti i soldi  siano destinati  alla cura dei malati, come ogni buon cristiano deve volere e fare.


E l’attuale Dirigenza Ecclesiastica non solo si è allontanata  dalle disposizioni del  Testamento e dagli esempi  di integrità evangelica del Clero di Acquaviva, ma tenta ostinatamente  di cancellare ogni legame dell’Ospedale con la nostra Città, affidando le laute consulenze (500 mila a colpo?), i ricchi servizi, le incessanti forniture e  gli incarichi a persone ‘amiche’,  che vengono  da  Gravina, da Noci, da Napoli, ecc.


E recentemente la Dirigenza Ecclesiastica, come si è accennato,  ha  perfino tentato il ‘colpo grosso’, grazie a compiacenze notarili, di appropriarsi  furtivamente delle proprietà dell’Ospedale, trasferendole al sedicente Ente Ecclesiastico, di cui daremo dettagliata notizia e relazione  nel nostro prossimo  volantino.


Questo tentativo, frutto  della pervicace ostilità della Dirigenza Ecclesiastica verso la nostra Città,  si configura come una espropriazione di pubblico bene, perpetrata da chi era incaricato di custodirlo e  gestirlo, secondo il tuttora vigente “Statuto Organico dell’Ospedale Civile di Acquaviva delle Fonti” (mentre neppure un documento parla mai di Ente Ecclesiastico).  Si insiste ostinatamente sullo scippo ai danni dell’Ospedale e della  nostra  Città con il ricorso alla Commiss. Tributaria Provinciale, dove, con  vero tradimento e conflitto d’interesse, il Governatore dell’Opera Pia agisce contro l’Opera Pia.
Siamo consapevoli della gravità di queste considerazioni, ma è nostro dovere civico  proclamare la verità  dei fatti, senza  il timore delle potenti azioni legali e di altro,  cui è adusa l’attuale Dirigenza Ecclesiastica, la quale,  trattandosi di questioni e pretese personali,  per  agire in giudizio deve attingere a soldi  propri e non, come usa,  a quelli dell’ospedale e dei malati, che sono sacri, come concorda ogni buon cristiano.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI