A proposito del Pellegrinaggio diocesano guidato da S. E. Mons. Paciello a Mosca e San Pietroburgo
Un paio di giorni fa don Mimmo Natale mi rivolse l’invito a tradurre in poche righe la straordinaria esperienza vissuta durante il Pellegrinaggio diocesano in Russia (Mosca e San Pietroburgo) dello scorso agosto.
Sebbene sia davvero arduo riportare completamente per iscritto quanto vissuto e ‘sperimentato’ in quei giorni, ho accetto di buon grado la richiesta, anche solo per il gusto di ripercorrere - con la mente e con la penna - i luoghi, i monumenti e gli eventi che hanno riguardato circa novanta fedeli della diocesi di Altamura, Gravina ed Acquaviva delle Fonti.
Il gruppo, guidato da S.E. Mons. Mario Paciello, don Mimmo Natale, don Rocco Scalera e don Angelo Cianciotta, ritengo abbia fruito di un tour molto ben strutturato e certamente all’altezza delle aspettative; si è ben saputo, infatti, coniugare la giusta spiritualità con un intensissimo e densissimo turismo storico-artistico-culturale.
L’appuntamento quotidiano con
La prima tappa del viaggio ci ha visti giungere a San Pietroburgo; la città - fortemente voluta da Pietro I il Grande (1672-1725), che la eresse subito a nuova capitale di tutta
Le guide (in madrelingua) ci hanno fatto rivivere i tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale vissuti da San Pietroburgo allorquando veniva quasi rasa al suolo dall’esercito nazista; solo l’audacia, la tenacia ed il coraggio della sua popolazione ha consentito di preservare dalla trafugazione e distruzione, capolavori di inestimabile valore; spesso, infatti, tali manufatti venivano nascosti e sotterrati in attesa di essere ricuperati dopo la capitolazione tedesca.
Altrettanto straordinaria è stata l’escursione a Petrodvoretz-Peterhof, il palazzo dello zar sul Golfo di Finlandia, famoso per gli splendidi interni ed i suggestivi giochi d’acqua delle fontane e delle cascate sparse nel parco.
Abbiamo potuto ammirare la bellezza delle chiese ed i loro fasti, ben sintetizzati dalla Cattedrale di S. Isacco (enorme, grandiosa, con interni rivestiti da 14 tipi di marmo, malachite, lapislazzuli, quadri, mosaici, affreschi).
Davvero emozionante è risultata la visita al museo Ermitage (da ‘eremo’) che occupa il complesso degli edifici (tra cui l’elegante Palazzo d’Inverno dell’architetto italiano Bartolomeo Rastrelli) che costituivano la residenza dello zar. Al suo interno si contano ben 2.700.000 pezzi (quadri, sculture, opere grafiche, reperti archeologici, oggetti d’arte di ogni genere), esposti in 400 sale: il percorso completo misura
Suggestiva è risultata la visita alla Fortezza dei SS. Pietro e Paolo (bastione difensivo contro gli svedesi fatto erigere dallo zar Pietro I), nella cui chiesa giacciono le sepolture degli zar: da Pietro il Grande a Nicola II e di quest’ultimo anche la sua famiglia (Romanov) sterminata all’indomani della rivoluzione del 1917.
Il viaggio per Mosca è proseguito a bordo di un treno ad alta velocità che ci ha fornito l’opportunità di ammirare il romantico paesaggio delle sterminate campagne russe, delle dacie e dei paesini lontani dalle metropoli.
L’impatto con la capitale è stato rilevante dal momento che si è presto mostrata come, davvero, il cuore della Russia, centro e simbolo del potere politico, ideologico, religioso fin dalle sue origini. A testimonianza di questo suo ruolo, così fortemente riconosciuto e radicato nell’anima di ogni russo, è l’insieme grandioso di palazzi, chiese ed ampie vie che la compongono. Mosca, attraversata dal fiume Moscova, è oggi una moderna metropoli (circa 8 milioni di abitanti) che accoglie novità culturali ed economiche e che vuole assurgere al ruolo ideale di ‘capitale modello’. Il centro storico brilla di una luce nuova dopo i noti eventi della Perestrojka; palazzi ‘occidentali’, chiese riaperte e riportate all’originale splendore, strade, centri commerciali e ristoranti affollati di gente.
Abbiamo potuto avere un’idea di quelle che sono le radici storico-religiose di Mosca attraverso le visite al Monastero Novodevici (il Monastero delle Vergini), complesso architettonico del 1524 ed al centro religioso fortificato di Zagorsk-Serghjev Possad, a
Apprezzabili simboli di Mosca - che non potevamo mancare - sono
In tutte le chiese russe sono di straordinaria bellezza le iconostasi (dal greco eikonostasion, eidonostasis, posto delle immagini, da eikon, immagine, e histemi posto); si tratta di pareti divisorie decorate con icone che separano la navata della chiesa dal presbiterio (santuario) dove viene celebrata l'Eucaristia.
Anche lo shopping non è mancato come durante la passeggiata per la via Arbat, una delle più antiche di Mosca, ora vivace zona pedonale e commerciale.
Straordinario è stata la visita alla metropolitana di Mosca, vero museo sotterraneo della capitale; i suoi arredi in marmo, lampadari in cristallo e pareti ricoperti di mosaici e affreschi fanno presto dimenticare il passaggio, a pochi metri, di centinaia treni che sfrecciano superpuntuali da una parte all’altra della città; è quasi pleonastico evidenziare che mai una scritta o una cartaccia ne deturpa la bellezza.
Suggestiva ed emozionante è risultata anche la visita guidata della Galleria Tretyakov che conserva la più ampia raccolta dell’arte russa: dalle origini alle avanguardie. Su tutte emergono le famose icone russe sul cui significato intrinseco e sostanziale rimando a ben altri esperti ed altri appuntamenti. Di fronte all’“icona delle icone”, l’Icona della Trinità (1410) di Andrej Rublëv è stata davvero magistrale la catechesi fatta dal nostro vescovo, e nei cui occhi mi è parso di cogliere una profonda commozione per quello che il mistero della SS. Trinità rappresenta e che l’artista russo, sei secoli fa, ha timidamente ma egregiamente voluto comunicare.
L’armonia del gruppo è apparso un eccellente indicatore dell’ottima riuscita del pellegrinaggio. Quando un gruppo eterogeneo di persone ben si amalgama in così pochi giorni è evidente quanto grande possa essere stato l’entusiasmo per un tour indimenticabile.
Questa breve cronaca non può dare giustizia all’effettiva esperienza narrata ma vuole evidenziare quanto notevole sia il legame che unisce
Si avverte l’esigenza di un nuovo dialogo ecumenico tra cattolici ed ortodossi che può e deve ritornare ad essere una priorità assoluta. La comunione ed il dialogo tra i popoli e prima ancora tra le religioni, ritengo, siano obiettivi cui l’Umanità intera non può più sottrarsi; anche esperienze come questa servono a farne riscopre l’urgenza e l’importanza? Forse si!
A questo punto – auspicando di non aver disatteso l’invito di don Mimmo – non mi resta che congedarmi dall’amico Lettore con un caro dasvidania!

San Pietroburgo. Petrodvoretz-Peterhof, palazzo dello zar (foto: Nunzio Mastrorocco).

Andrej Rublëv, Icona della Trinità, 1410 circa. Mosca, Galleria statale di Tret'jakov (foto: Nunzio Mastrorocco).

Mosca. Esempio di iconostasi (foto: Nunzio Mastrorocco).

Mosca. Piazza Rossa – San Basilio ed il Cremlino (foto: Nunzio Mastrorocco)

Mosca – Gruppo diocesano dei partecipanti al Pellegrinaggio (foto: Nunzio Mastrorocco)
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