Venerdì 25 Maggio 2012
   
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RACCONTI DI VIAGGIO..."MOSCA E SAN PIETROBURGO"

4.2

 

A proposito del Pellegrinaggio diocesano guidato da S. E. Mons. Paciello a Mosca e San Pietroburgo


Un paio di giorni fa don Mimmo Natale mi rivolse l’invito a tradurre in poche righe la straordinaria esperienza vissuta durante il Pellegrinaggio diocesano in Russia (Mosca e San Pietroburgo) dello scorso agosto.

Sebbene sia davvero arduo riportare completamente per iscritto quanto vissuto e ‘sperimentato’ in quei giorni, ho accetto di buon grado la richiesta, anche solo per il gusto di ripercorrere - con la mente e con la penna - i luoghi, i monumenti e gli eventi che hanno riguardato circa novanta fedeli della diocesi di Altamura, Gravina ed Acquaviva delle Fonti.

Il gruppo, guidato da S.E. Mons. Mario Paciello, don Mimmo Natale, don Rocco Scalera e don Angelo Cianciotta, ritengo abbia fruito di un tour molto ben strutturato e certamente all’altezza delle aspettative; si è ben saputo, infatti, coniugare la giusta spiritualità con un intensissimo e densissimo turismo storico-artistico-culturale.

L’appuntamento quotidiano con la Santa Messa scandiva il momento comunitario religioso cui tutti i fedeli erano invitati a partecipare; il resto della giornata si dispiegava tra le numerose visite guidate in luoghi nevralgici della storia, dell’arte, della cultura e della spiritualità russa.

La prima tappa del viaggio ci ha visti giungere a San Pietroburgo; la città - fortemente voluta da Pietro I il Grande (1672-1725), che la eresse subito a nuova capitale di tutta la Russia – nacque ufficialmente nel 1703 allorquando per la sua edificazione lo zar ‘reclutò’ i migliori tecnici, artisti, ingegneri ed architetti del mondo; la stragrande maggioranza di essi – manco a dirlo - proveniva dall’Italia. Il risultato è una città di una bellezza unica, raffinata, un felice connubio fra elementi del mondo orientale e occidentale. Numerosi sono i gioielli artistici, musei, palazzi, chiese, monumenti e scorci romantici che la suggellano tra le più belle metropoli del mondo. E’ definita la città sull’acqua in quanto sorge su più di 100 isole intersecate da numerosi canali e ponti, sul delta del fiume Neva, di fronte al Golfo di Finlandia. In quella che – per lo zar – doveva essere la vetrina della Russia (di fronte a tutte le potenze europee) abbiamo potuto visitare lo straordinario Palazzo di Pushkin-Tsarkoe Selo con la meravigliosa Camera d’Ambra: qui si è assaporato ed immaginato quella che doveva essere la giornata tipo dello zar e della sua corte. Stridente è apparso il contrasto tra lo sfarzo e la ricchezza dei potenti dell’epoca e la più nera miseria in cui versava il popolo.

Le guide (in madrelingua) ci hanno fatto rivivere i tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale vissuti da San Pietroburgo allorquando veniva quasi rasa al suolo dall’esercito nazista; solo l’audacia, la tenacia ed il coraggio della sua popolazione ha consentito di preservare dalla trafugazione e distruzione, capolavori di inestimabile valore; spesso, infatti, tali manufatti venivano nascosti e sotterrati in attesa di essere ricuperati dopo la capitolazione tedesca.

Altrettanto straordinaria è stata l’escursione a Petrodvoretz-Peterhof, il palazzo dello zar sul Golfo di Finlandia, famoso per gli splendidi interni ed i suggestivi giochi d’acqua delle fontane e delle cascate sparse nel parco.

Abbiamo potuto ammirare la bellezza delle chiese ed i loro fasti, ben sintetizzati dalla Cattedrale di S. Isacco (enorme, grandiosa, con interni rivestiti da 14 tipi di marmo, malachite, lapislazzuli, quadri, mosaici, affreschi).

Davvero emozionante è risultata la visita al museo Ermitage (da ‘eremo’) che occupa il complesso degli edifici (tra cui l’elegante Palazzo d’Inverno dell’architetto italiano Bartolomeo Rastrelli) che costituivano la residenza dello zar. Al suo interno si contano ben 2.700.000 pezzi (quadri, sculture, opere grafiche, reperti archeologici, oggetti d’arte di ogni genere), esposti in 400 sale: il percorso completo misura 24 km. Al suo interno abbiamo potuto ammirare, tra le tante, opere di Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello, Rembrandt, Rubens, Goya, Monet, Renoir, Matisse, Picasso, Van Gogh, Manet, Dali, etc.

Suggestiva è risultata la visita alla Fortezza dei SS. Pietro e Paolo (bastione difensivo contro gli svedesi fatto erigere dallo zar Pietro I), nella cui chiesa giacciono le sepolture degli zar: da Pietro il Grande a Nicola II e di quest’ultimo anche la sua famiglia (Romanov) sterminata all’indomani della rivoluzione del 1917.

Il viaggio per Mosca è proseguito a bordo di un treno ad alta velocità che ci ha fornito l’opportunità di ammirare il romantico paesaggio delle sterminate campagne russe, delle dacie e dei paesini lontani dalle metropoli.

L’impatto con la capitale è stato rilevante dal momento che si è presto mostrata come, davvero, il cuore della Russia, centro e simbolo del potere politico, ideologico, religioso fin dalle sue origini. A testimonianza di questo suo ruolo, così fortemente riconosciuto e radicato nell’anima di ogni russo, è l’insieme grandioso di palazzi, chiese ed ampie vie che la compongono. Mosca, attraversata dal fiume Moscova, è oggi una moderna metropoli (circa 8 milioni di abitanti) che accoglie novità culturali ed economiche e che vuole assurgere al ruolo ideale di ‘capitale modello’. Il centro storico brilla di una luce nuova dopo i noti eventi della Perestrojka; palazzi ‘occidentali’, chiese riaperte e riportate all’originale splendore, strade, centri commerciali e ristoranti affollati di gente.

Abbiamo potuto avere un’idea di quelle che sono le radici storico-religiose di Mosca attraverso le visite al Monastero Novodevici (il Monastero delle Vergini), complesso architettonico del 1524 ed al centro religioso fortificato di Zagorsk-Serghjev Possad, a 60 km dalla capitale, monastero che crebbe e si sviluppò nel medioevo e che raccoglie oggi le spoglie di San Sergio, patrono di Mosca sin dal 1422; le mura di questo cenobio racchiudono chiese dalle cupole d’oro e preziose icone, veri capolavori d’arte.

Apprezzabili simboli di Mosca - che non potevamo mancare - sono la Cattedrale di San Basilio, che si erge maestosa sulla Piazza Rossa, ed il Giardino di Alessandro, lungo le mura che circondano il Cremlino. Proprio la visita al territorio del Cremino ha rappresentato un momento importantissimo dell’intero tour; esso identifica il nucleo originario di Mosca, cioè la fortezza (kreml = fortezza, cittadella) costruita nel 1147 in posizione elevata che – nel corso dei secoli – ha sempre racchiuso e difeso le massime istituzioni politiche e religiose della nazione; è, infatti, intorno a questa fortezza che la città si svilupperà per volere di Ivan IV detto il Terribile (1533-1584) a partire dal XVI secolo. L’interno del Cremlino è una sfilata di opere d’arte di una bellezza travolgente: palazzi, torri, cattedrali dalle cupole d’oro, croci sfarzose ed icone. Suggestiva è la Piazza delle Cattedrali: ve ne sono diverse a distanza di pochi metri ed offrono un panorama completo della scenografia imperiale degli zar.

In tutte le chiese russe sono di straordinaria bellezza le iconostasi (dal greco eikonostasion, eidonostasis, posto delle immagini, da eikon, immagine, e histemi posto); si tratta di pareti divisorie decorate con icone che separano la navata della chiesa dal presbiterio (santuario) dove viene celebrata l'Eucaristia.

Anche lo shopping non è mancato come durante la passeggiata per la via Arbat, una delle più antiche di Mosca, ora vivace zona pedonale e commerciale.

Straordinario è stata la visita alla metropolitana di Mosca, vero museo sotterraneo della capitale; i suoi arredi in marmo, lampadari in cristallo e pareti ricoperti di mosaici e affreschi fanno presto dimenticare il passaggio, a pochi metri, di centinaia treni che sfrecciano superpuntuali da una parte all’altra della città; è quasi pleonastico evidenziare che mai una scritta o una cartaccia ne deturpa la bellezza.

Suggestiva ed emozionante è risultata anche la visita guidata della Galleria Tretyakov che conserva la più ampia raccolta dell’arte russa: dalle origini alle avanguardie. Su tutte emergono le famose icone russe sul cui significato intrinseco e sostanziale rimando a ben altri esperti ed altri appuntamenti. Di fronte all’“icona delle icone”, l’Icona della Trinità (1410) di Andrej Rublëv è stata davvero magistrale la catechesi fatta dal nostro vescovo, e nei cui occhi mi è parso di cogliere una profonda commozione per quello che il mistero della SS. Trinità rappresenta e che l’artista russo, sei secoli fa, ha timidamente ma egregiamente voluto comunicare.

L’armonia del gruppo è apparso un eccellente indicatore dell’ottima riuscita del pellegrinaggio. Quando un gruppo eterogeneo di persone ben si amalgama in così pochi giorni è evidente quanto grande possa essere stato l’entusiasmo per un tour indimenticabile.

Questa breve cronaca non può dare giustizia all’effettiva esperienza narrata ma vuole evidenziare quanto notevole sia il legame che unisce la Russia all’Italia, per effetto della sua Storia, della sua Arte e, per certi versi, anche della sua cultura.

Si avverte l’esigenza di un nuovo dialogo ecumenico tra cattolici ed ortodossi che può e deve ritornare ad essere una priorità assoluta. La comunione ed il dialogo tra i popoli e prima ancora tra le religioni, ritengo, siano obiettivi cui l’Umanità intera non può più sottrarsi; anche esperienze come questa servono a farne riscopre l’urgenza e l’importanza? Forse si!

A questo punto – auspicando di non aver disatteso l’invito di don Mimmo – non mi resta che congedarmi dall’amico Lettore con un caro dasvidania!

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San Pietroburgo. Petrodvoretz-Peterhof, palazzo dello zar (foto: Nunzio Mastrorocco).

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Andrej Rublëv, Icona della Trinità, 1410 circa. Mosca, Galleria statale di Tret'jakov (foto: Nunzio Mastrorocco).

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Mosca. Esempio di iconostasi (foto: Nunzio Mastrorocco).

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Mosca. Piazza Rossa – San Basilio ed il Cremlino (foto: Nunzio Mastrorocco)

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Mosca – Gruppo diocesano dei partecipanti al Pellegrinaggio (foto: Nunzio Mastrorocco)

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