Martedì 20 Agosto 2019
   
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Carlucci: "Sull' ex-Miulli Emiliano faccia la sua parte."

Il sindaco_Davide_Carlucci

 

Manca un anno alle prossime regionali. Michele Emiliano ha inaugurato la sua corsa elettorale con lo slogan "con" ma sul tavolo del Governatore pugliese non mancano nodi da sciogliere, esigenze locali a cui fornire risposte.

È una richiesta spassionata quella posta in essere dal sindaco Carlucci all'amministrazione regionale. Di fronte alle disponibilità (tra l'altro divergenti) presenti nello scacchiere "ex-Miulli", tocca proprio ad Emiliano dire la sua. Alla Regione Puglia non resta che scegliere da che parte stare. Scelta, questa, in comune con le forze politiche di maggioranza, divise dal nodo urbanistica. "Piano casa" e "Parco Sant'Elia" scuotono Palazzo de' Mari.

 D. Carlucci_300x300La Voce del Paese (Rubrica Dal Basso) è con il sindaco Davide Carlucci per un approfondimento sulle questioni irrisolte di questa estate acquavivese.

 

Quale futuro per la questione ex-Miulli?

 

«Sul futuro dell' ex-Miulli aspettiamo Michele Emiliano. Vorrà mantenere la promessa fatta prima di candidarsi a governatore, quando promise di prendere di petto la questione e di sostenere i nostri sforzi per far rivivere quello che un tempo era il cuore pulsante della città? Recentemente noi abbiamo incontrato ad Acquaviva il direttore generale della Asl, Antonio Sanguedolce, e l'amministratore delegato dal Vescovo per l'ospedale, don Mimmo Laddaga. Il primo vuole procedere all'acquisto della ex direzione sanitaria affinché ospiti gli uffici della Asl, per i quali i contribuenti oggi pagano 130mila euro all'anno di affitti. L'acquisto della struttura, invece, ha un costo di 255mila euro, che verrebbero recuperati, dunque, già nel giro di due anni. Laddaga, invece, è disponibile a cedere al Comune la parte monumentale.

Se ci sono le volontà, dunque, perché non si procede alla riqualificazione di quell'area, che garantirebbe indubbi vantaggi per la collettività? Oltretutto, ho partecipato a un incontro in Confindustria nel quale ho registrato l'interesse del mondo delle imprese e del mondo accademico a sviluppare progetti in grado di attirare ricercatori e aziende nel nostro Comune, preferibilmente lì, avviando i processi di indotto che servirebbero a consolidare la presenza di una realtà di eccellenza nel settore sanitario qual è l'attuale ospedale.

Ma per fare tutto questo, la Regione deve fare la sua parte, aiutandoci a portare a termine questi processi. Altrimenti rimarranno soltanto bei sogni. Qualcuno, però, dovrà poi prendersi la responsabilità di aver condannato il nostro paese all'immobilismo e allo spreco di denaro pubblico.»

 

È stata stabilita l'idoneità del parco Sant'Elia prima di affidarlo alle associazioni?

 

«Su Parco Sant' Elia esiste un atto della Procura che si chiama 'dissequestro'. L'area, oggetto di indagini circa la possibilità che vi fossero seppelliti rifiuti pericolosi per la nostra salute, è stata restituita al Comune dalla Procura della Repubblica. I magistrati ritengono che i terreni siano già stati bonificati (e noi su questo abbiamo piena documentazione).

Questo sarebbe di per sé sufficiente a garantire l'idoneità del parco.

Possiamo sempre fare ulteriori analisi, valutiamolo, ma io mi fido di chi aveva la responsabilità delle indagini e ci ha restituito Sant'Elia senza imporre alcuna prescrizione.»

 

Il "Piano Casa" crea contrasti nella maggioranza?

 

«Abbiamo parlato dell'ex Miulli, poi dell'ex Parco. Ora parliamo dell'ex Cantina sociale, dell'ex Distilleria, dell'ex Enel, dell'ex Oleificio Casalini... Vogliamo restare una città disseminata di "ex", di strutture abbandonate popolate da ratti che generano desolazione tutt'intorno alla loro presenza? A questa domanda deve rispondere oggi la politica acquavivese.

Se la risposta è "Sì, lasciamo tutto com'è", dobbiamo essere consapevoli del fatto che la conseguenza sarà un'ulteriore emorragia di giovani e di famiglie dal paese.

Gli elettori invece ci hanno dato il mandato di continuare sulla strada del cambiamento. Lo abbiamo scritto nel programma che vogliamo rimuovere i vincoli che bloccano l'edilizia nella nostra città e dobbiamo mantenere la parola data.

Ad Acquaviva, a differenza di molti altri Comuni, non si può applicare il Piano casa nelle aree produttive o a sevizi dismesse. La maggior parte dei consiglieri di maggioranza è decisa a rimuovere questi vincoli. Altri obiettano che la normativa regionale sul tema è incerta, è pendente in Corte costituzionale ed è stata messa in discussione da alcune sentenze del Tar.

Ma noi non dobbiamo entrare nel merito di questo. La linea che è emersa dall'ultima riunione di maggioranza è che noi non concederemo l'applicazione del piano casa fino a quando non saranno chiariti questi aspetti (la possibilità di dislocare i volumi, se gli edifici possano o meno variare la destinazione d'uso). In attesa che ciò avvenga, per quanto è di nostra competenza, dobbiamo dare parere favorevole alla rimozione dei vincoli.

Sara poi l'imprenditore a valutare se attendere prudenzialmente le sentenze o rimodulare da subito le loro proposte, magari rinunciando alla realizzazione di case e orientandosi verso altre ipotesi (piscine, centri commerciali, eccetera), incassando il premio volumetrico previsto dal Piano casa, che a questo punto funzionerebbe come incentivo agli imprenditori che vogliono investire da noi.»

 

Facciamo il punto su appalto dei rifiuti e costi di servizio.

 

«Io ho chiesto al Sindaco di Gioia del Colle, capofila dell'Aro Bari 5, di procedere quanto prima con l'avvio della nuova gara, senza aspettare l'esito del parere che abbiamo inviato al Consiglio di Stato. Il Sindaco si è detto favorevole a questo approccio e quanto prima si attiverà in tal senso.

Nel frattempo noi abbiamo avviato un tavolo di confronto con consiglieri e associazioni per cogliere l'occasione della necessità di modificare il piano industriale in vista della nuova gara per apportare modifiche e suggerimenti che possano comportare una riduzione dei costi e un miglioramento dei servizi.

Se qualcuno ha da fare qualche proposta tecnica a riguarda ora lo può fare. Siamo pronti a valutarle.»

 

Come Acquaviva può dialogare con le associazioni locali per entrare nelle scuole e proporre una maggiore sensibilità per l'ambiente?

 

«Attivando percorsi con Greenpeace, Legambiente, Amici dell'ambiente, Spicchio Verde, eccetera. Dalla riduzione della plastica all'abbandono dei rifiuti, sono molti i temi che possiamo affrontare insieme ai ragazzi.»

 

Analisi su eventi come Strada Chiusa, con pro e contro, e come rendere Acquaviva più viva anche con argomenti giovanili di altro genere.

 

«Strada Chiusa si conferma come un ottimo evento musicale capace di richiamare ragazzi da tutta la Puglia e la Basilicata e di stimolare la creatività. Se potremo, troveremo il modo di potenziarlo, visto che ha trasformato Acquaviva in un punto di riferimento per gli amanti dell'hip hop, del writing e dello skate.»

Rubrica Ambiente_Etica_Socialit_1

 

 

 

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