All’Assemblea del Partito Democratico di Acquaviva, svoltasi sabato 6 febbraio, i rappresentanti della componente ex DS del partito, hanno sottoscritto e presentato un Documento Politico sul tema delle prossime amministrative in Città che contesta alcune scelte fatte dai vertici del PD locale in particolare sul progetto politico da seguire e sulla necessità, o meno, di inglobare nell’alleanza di centrosinistra alcuni rappresentanti di forze centriste, quando proprio non di centrodestra.
Altro tema importante, la negazione delle primarie, che darebbero alla cittadinanza acquavivese la possibilità di scegliersi in proprio il candidato sindaco del centrosinistra.
L’appello, dunque, è alla dirigenza locale e provinciale del PD affinché riconsideri la possibilità di coinvolgere tutte le forze del centrosinistra nella realizzazione di un programma di governo ed una lista vincente per le amministrative di marzo.
Ecco, in versione integrale, il documento degli ex DS che riceviamo e volentieri pubblichiamo.
“L’esperienza delle elezioni amministrative dell’ultimo decennio ha portato negli ultimi anni tutti e unanimemente a considerare fondamentali per la “riconquista” di Palazzo De Mari tre elementi:
1) la necessità di vincere al primo turno, onde evitare l’avverarsi di fenomeni come quelli occorsi ai candidati del centrosinistra (Pappalardo, Lovecchio e Delmonte) costretti alla sconfitta del ballottaggio;
2) la necessità di allargare la coalizione di centrosinistra a soggetti esterni al naturale e tradizionale bacino elettorale di riferimento.
3) un programma chiaro, fattibile e condiviso, utile allo sviluppo della città.
I firmatari di questo documento sorvolando, ma non tacendo, sulla regolarità del metodo seguito per l’individuazione del candidato sindaco (svoltasi come tutti sanno all’insaputa dell’assemblea del partito e senza che vi fosse una riflessione condivisa), sulla legittimità dell’organismo preposto a tale scelta (delegittimato al momento della nascita per l’assenza della componente ex DS, ancor più delegittimato dalla inconsistenza e dall’assenza di attività nel corso di questi anni, recentemente completamente esautorato dagli incontrovertibili risultati congressuali di cui volutamente non si è voluto tener conto), intendono sottoporre alla vostra attenzione alcune questioni di carattere prettamente politico che, se arrogantemente ignorate e cancellate dall’agenda politica, minerebbero alla base ogni eventuale speranza di successo alle prossime elezioni.
a) Qual è il “progetto politico”? Quali sono stati gli elementi su cui è stato raggiunto l’accordo, a parte il nome del candidato?
I gruppi che sostengono la candidatura del consigliere Squicciarini non hanno sottoscritto alcun “programma amministrativo” per la città, dal momento che non esiste ancora. Vista la variegata compagine sarebbe stato utile quanto meno sottoporre all’accordo pochi e fondamentali punti programmatici (Ospedale, PRG, zona Pip, raccolta rifiuti per esempio).
b) Non possiamo accettare una soluzione che nei fatti non tiene in considerazione la sinistra della coalizione. Non sarebbe facile da fare accettare al nostro elettorato una compagine che ineluttabilmente si caratterizzerebbe come di centro-destra e non di centrosinistra allargata ad “altri”. Questo allargamento si prefigura più che altro come una sostituzione e di conseguenza potenzialmente perdente.
c) Il PD è il partito che solitariamente ha condotto una battaglia per concedere ai propri elettori e non all’establishment la scelta degli organi dirigenti e dei candidati sindaco e presidenti di provincia e regione, qualora non vi fosse un’unanime convergenza. Qui ad Acquaviva invece si ignorano l’esigenza ed i presupposti per utilizzare lo strumento delle “primarie”, che se da un lato consentirebbe una democratica e trasparente scelta del candidato sindaco, dall’altro vincolerebbe tutte le forze ad accettare il verdetto ed a lavorare uniti per la vittoria del candidato.
I sottoscrittori di questo documento invitano l’Assemblea e la dirigenza locale e provinciale del partito a perseguire tutte le opzioni possibili, utili ad una ricomposizione dell’intera coalizione di centrosinistra e all’allargamento più ampio possibile della compagine a tutte quelle forze e movimenti impegnati nella prossima competizione elettorale che condividono il medesimo percorso programmatico.
Sottoscritto:
Luca Dinapoli (ex consigliere DS/PD)
Austacio Busto (ex consigliere DS)
Gianni Nettis (ultimo segretario DS)
Michele Ciccarella,
Franco Romanelli
Erasmo Cassano
Vito Petrelli
Felice Bruno
Palmo Lenoci.
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