Riceviamo e pubblichiamo:
La crisi politico-amministrativa che ha investito l’Amministrazione comunale di Acquaviva, culminata con le dimissioni, successivamente ritirate, del Sindaco Squicciarini, ha comportato un necessario confronto politico sviluppatosi sia nell’ambito degli organismi del Partito Democratico, nelle cui liste sono stata eletta, sia nei Partiti che compongono l’attuale maggioranza di governo cittadino. I vari organi di informazione locale hanno commentato ed interpretato in vario modo le cause della crisi e gli sviluppi della situazione ed i cittadini hanno avuto modo di esprimere liberamente e legittimamente le proprie considerazioni.
All’indomani della condivisione del documento politico del PD indirizzato al Sindaco, nel quale si tracciano le linee guida per dare finalmente slancio e concretezza all’attività amministrativa, sento la necessità di chiarire o, quantomeno, meglio esplicitare la mia posizione politica nei confronti del Partito Democratico in cui mi riconosco pienamente con la mia azione politica, ed anche nei confronti dei miei elettori che, per due volte, mi hanno consentito di sedere nei banchi del Consiglio Comunale della nostra città.
Ritengo a tal fine utile ripercorrere i momenti salienti che hanno caratterizzato gli ultimi mesi.
Le vicende amministrative e il dibattito politico che animarono e precedettero l’approvazione del Bilancio di previsione
Tutto ciò ha rappresentato il culmine di una situazione politica ed amministrativa, ormai confusa e stagnante, che dopo più di un anno dal suo insediamento aveva registrato ben pochi risultati. Il Partito, dal canto suo, è parso purtroppo appiattito, ingabbiato e spesso incapace di reagire con fermezza e coraggio ad una situazione amministrativa che andava progressivamente degenerando. A ciò deve aggiungersi che l’azione propositiva della sottoscritta, sia personale che nella sua funzione di Capogruppo, nonché quella dei consiglieri del PD è risultata quasi puntualmente inascoltata e priva di riscontro concreto da parte dei vari soggetti interessati.
Orbene, le mie esternazioni in Consiglio Comunale, con conseguenti comportamenti e decisioni, vanno inquadrate in questa cornice politica ed amministrativa. Non ho mai pensato di fuoriuscire dal Partito Democratico, del quale continuo a condividere idee e principi, che mi onoro di rappresentare sia a livello locale che nazionale, piuttosto ho inteso pormi in una posizione particolarmente critica, unicamente al fine di stimolare un dibattito interno al principale Partito della maggioranza di governo cittadino e di denunciare con forza e senza ipocrisia un’azione amministrativa poco incisiva ed efficace, incapace di dare alla Città quelle risposte che si aspettava e per le quali ci aveva premiato nella competizione elettorale. E non potevano che essere queste le mie intenzioni, atteso che, nel mese di giugno, di concerto con i miei colleghi consiglieri del PD, dopo un lavoro collegiale, avevamo redatto una serie dettagliata di proposte da inserire nel bilancio di previsione del 2011, dimostrando appunto la chiara volontà di credere nel progetto politico condiviso con gli elettori e la volontà di caratterizzare fortemente il bilancio di previsione con le proposte riformiste del Partito Democratico.
Il bilancio di previsione, al quale avevo partecipato il mio personale contributo, non poteva dunque che trovare la mia approvazione. E se condividiamo che un bilancio è lo strumento principale di un’amministrazione e che gli strumenti vanno fatti funzionare, sappiamo pure che servono organismi, risorse umane e intelligenze adeguate per far funzionare al meglio la macchina amministrativa e con essa la politica.
Per questo, nel corso del Consiglio Comunale del 16 luglio in cui si deliberava il Bilancio di previsione 2011, durante la discussione del provvedimento ebbi modo di esprimere forti perplessità sulla possibilità di proseguire l’esperienza amministrativa senza un evidente cambio di rotta che doveva concretizzarsi attraverso nuovi metodi e regole condivise ed accettate da tutte le forze politiche ed anche con una rinnovata compagine assessorile in grado di rilanciare l’azione del governo cittadino fino ad allora poco incisiva e concreta.
Nella stessa seduta di Consiglio, anche il Sindaco, nell’annunciare le sue dimissioni, dichiarò la necessità di un cambiamento e di una sterzata importante rispetto al percorso intrapreso fino ad allora nella sua amministrazione, che doveva passare anche attraverso il mutamento radicale nell’ambito del Governo di Acquaviva. Il Sindaco, dunque, pubblicamente fece proprie e confermò la giustezza della mia analisi, delle mie considerazioni e delle mie doglianze, quelle stesse che alla sottoscritta erano state invece affrettatamente etichettate quasi come “eretiche” e disfattiste, o addirittura “ricattatorie”!!
Abbiamo vinto le elezioni amministrative perché ritenuti più di altri in grado di guidare la nostra città. A giusta ragione lo continuo a ritenere; ma non siamo stati ancora in grado di dimostrarlo ed oggi non ci sono più attenuanti. Averne la consapevolezza è stato un obbligo al quale era incosciente sottrarsi, così come non essere a ciò consequenziali.
Subito dopo il voto del Bilancio di previsione, il Segretario politico cittadino mi chiese di rivedere la mia posizione all’interno del Gruppo Consiliare, invitandomi a riflettere con maggiore serenità sulle determinazioni assunte; da quel momento ho indirizzato le mie energie nel ritrovare le ragioni dello stare insieme, e prima fra tutte quell’entusiasmo che più volte in maggioranza avevo apertamente dichiarato stesse venendomi meno vista la incapacità manifesta della nostra Amministrazione di mettere un punto fermo alle tante questioni irrisolte.
Qualche giorno fa il Segretario del Partito Democratico ha consegnato al Sindaco ed alle forze politiche di maggioranza un documento approvato dal Coordinamento di Circolo (consegnato anche agli organi di informazione telematica) nel quale sono state recepite alcune mie proposte formulate su di un documento del Segretario stesso, in merito alla necessità di sancire e definire confronti, priorità, tempi, documentazione, monitoraggio delle attività, rivisitazione e razionalizzazione delle deleghe e, per ultimo, maggiore presenza in Giunta per il PD.
Insieme a queste richieste ed all’analisi seria e franca su quanto finora accaduto, furono evidenziate anche altre necessità, come la coerenza e la consequenzialità rispetto alle iniziative assunte nel passato come forza di opposizione ai governi cittadini di centro destra; un reciproco rinnovo di fiducia; gli non dovranno più vivere il confronto con fastidio ed il riconoscimento che solo in tal modo si eviteranno quei personalismi deteriori che hanno prodotto scelte autonome in assenza di collegialità, condivisione e coordinamento.
Alla luce delle integrazioni apportate al documento (che a mio parere hanno sostanzialmente contribuito a completarlo di contenuti chiari e concreti) e della sua approvazione all’unanimità dal Coordinamento del Pd, le dichiarazioni del Segretario del Circolo Pd, Sig. Vito Caroli, nei confronti della sottoscritta, pubblicate il 12 settembre scorso su un giornale telematico e anticipate in sede di Coordinamento di circolo (che cito testualmente “ …Il consigliere dovrà compiere quei passi ufficiali e visibili che possano suggellare il risanamento di questa rottura”) rappresentano affermazioni, ritenute già in sede di discussione nel Coordinamento da parte di diversi consiglieri, “inopportune e fuorvianti in un momento di intesa unitaria e di pacificazione” e risultano quanto meno fuori luogo essendo io stata, anche in seguito alle mie dimissioni, sempre invitata, presente, partecipe e collaborativa (certamente più di altri “non ribelli”) nelle riunioni del Coordinamento. Laddove chiamata a chiarire la mia posizione dichiaravo di stupirmi del fatto che non si riuscisse a comprendere che la mia disponibilità a contribuire alla stesura di un documento unitario del Partito fosse già di per sé una prova della volontà di continuare a lavorare insieme e che l’accoglimento delle mie proposte al documento in discussione, fossero il suggello di una ricomposizione nel Partito.
Nel documento consegnato al Sindaco, pertanto, a mio avviso vi sono i presupposti per compiere un’azione amministrativa decisamente migliore di quella fin qui attuata.
I principi chiave del documento del Pd sono stati poi recepiti in un documento sottoscritto dalle forze politiche di maggioranza e fatti propri nella dichiarazione del Sindaco durante i lavori del Consiglio Comunale del 23 settembre scorso, il primo dopo il ritiro delle sue dimissioni.
Per le motivazioni fin qui espresse, durante i lavori dello stesso Consiglio Comunale ho già avuto modo di dichiarare con estrema chiarezza la mia posizione che è stata, è e continuerà ad essere organica al Partito Democratico.
Dott.ssa IMMACOLATA MORANO
Consigliera Comunale
del Partito Democratico di Acquaviva delle Fonti
Alleghiamo di seguito il documentodel PD:
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si si prisci! è TELEMAAAJG??? la paladina della legalit... - Grillo e il Movimento 5 S...
hai ragione trudi. se ti affacci in consiglio comunale ... - Michele Petruzzellis: “Pr...
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borreggine tisci un duo che funziona......continuate su... - Borreggine (FLI): “Il Nos...
Caro consigliere hai ottime prospettive, ma devi cercar... - Grillo e il Movimento 5 S...
acquaviva è già piena di comici cabarettisti che avrebb... - Borreggine (FLI): “Il Nos...
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