Si è tenuto ieri pomeriggio, presso l’ala nord di Palazzo de’ Mari, il secondo appuntamento per l’illustrazione del documento programmatico sul piano di rigenerazione urbana.
L’incontro, organizzato dall’ufficio tecnico comunale, ha avuto lo scopo di confrontarsi con i cittadini sulle idee lanciate durante il primo incontro sul piano di riqualificazione urbana.
Il sindaco Squicciarini, che ha aperto la serata, ha subito evidenziato la scadenza del 6 luglio prossimo, data in cui il Comune deve consegnare alla Regione Puglia l’istanza di finanziamento, il documento programmatico e il progetto definitivo di rigenerazione urbana (se tale progetto è esecutivo, tanto meglio, perché si ha diritto a maggior punteggio in graduatoria).
Il Sindaco ha detto “l’altra volta abbiamo parlato dell’area pubblica, centro storico, piazza dei Martiri e di un rapporto con i privati per una contrattazione con il Comune per soddisfare le esigenze della collettività”.
In poche parole gli oggetti di intervento da inserire nel documento programmatico sono il centro storico, le aree degradate e dismesse e le zone servizi. “Ora”, continua il Sindaco, “stiamo individuando un’opera pubblica perché stiamo valutando anche a livello di punteggi che vengono assegnati ai vari progetti per essere certi di assumere un posto dignitoso in graduatoria e quindi poter accedere al finanziamento regionale”.
Subito dopo è intervenuto l’ing. Di Donna, dirigente dell’ufficio tecnico comunale, che ha continuato il discorso del Sindaco spiegando il motivo per cui si sta cercando una collaborazione con i privati, infatti dice “non ci si può illudere di riqualificare le aree con i benefattori, ma bisogna coniugare il desiderio del pubblico a rigenerare e la voglia del privato di investire, inoltre si poteva avere un’opera interamente pubblica solo fino agli anni ’80, quando con gli espropri era economicamente conveniente acquisire territori. Ora non è più ipotizzabile un intervento pubblico attraverso l’acquisizione delle aree da privati, principalmente per mancanza di risorse pubbliche”.
Inoltre saranno considerati i tempi di intervento, infatti saranno da escludere progetti che prevedono interventi su immobili perché non ci sarebbero i tempi tecnici, ma nel caso del centro storico si tratterebbe di progetti di ripavimentazioni, impiantistica o manutenzione straordinaria.
Pochi gli interventi in sala e poche le persone presenti al dibattito.
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