Si è tenuta ieri, presso il Polivalente di Via Vittime di Via Fani, la tavola rotonda, organizzata dall’Azione Cattolica di Acquaviva e dalle ACLI, sui temi referendari.
Acqua, nucleare e legittimo impedimento, quindi, i temi affrontati dai relatori invitati alla serata.
Il dott. Giacomo Abrusci, Dirigente Amministrativo Regionale per la Conte dei Conti della Regione Liguria, ha introdotto gli argomenti facendo una premessa in materia di referendum abrogativi, entrando nel merito della disciplina e del motivo per il quale i cittadini sono stati chiamati alle urne il 12 e 13 giugno prossimo. Ha, inoltre, ricordato che solo il raggiungimento del cosiddetto quorum e la maggioranza dei voti validamente espressi da luogo all’abrogazione delle leggi in oggetto, altrimenti tutto rimane invariato. “Si tratta di un importante appuntamento per i cittadini che parteciperanno direttamente alle politiche del paese” -dice Abrusci- “il paese è fermo ed oscilla tra berlusconiani ed antiberlusconiani, questo non è il momento per dire da che parte si è, ma un’occasione per affrontare direttamente il problema, non per risolvere lo scollamento tra cittadini e politici, ma per essere cittadini consapevoli e responsabili”.
Subito dopo, sempre Abrusci, ha introdotto il primo quesito referendario “Acqua pubblica- Abrogazione affidamento servizio ad operatori privati” e il secondo “Acqua pubblica – Abrogazione calcolo tariffa secondo logiche di mercato”.
Ha spiegato ai presenti che non è in discussione la proprietà dell’acqua ma il servizio di erogazione, cioè quello che l’acqua ce la fa arrivare in casa, dicendo che “la normativa in vigore stabilisce, come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati tramite gara o l’affidamento a società miste pubblico- privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%”.
Non troppo tra le righe Abrusci ha invitato i presenti a barrare i due SI sui referendum sull’acqua “dice SI chi è contrario alla privatizzazione dell’acqua e chi è contrario ad un eventuale ricarico del 7% sulla bolletta a compensazione del capitale investito da parte dell’azienda”.
La parola è passata al Presidente di Azione Cattolica diocesano dott. Vito Spano che ha illustrato le posizioni dell’A.C. su questi grandi temi facendo riferimento al comunicato che l’associazione nazionale ha divulgato in questa occasione parlando di acqua come di “ bene essenziale, dono che serve, dono di Dio”. Spano ha quindi detto che “La presidenza è nel complesso scettica verso misure legislative che mirino a indurre logica del profitto nella gestione di un dono che ha a che fare con l’esistenza delle persone. È infatti importante il ruolo degli enti locali che si facciano garanti della giusta ed equa distribuzione dei beni. Quando si parla dell’acqua non sono ammesse fughe in avanti, né tanto meno scelte legislative assunte senza il dovuto e approfondito confronto con i soggetti della società civile più attenti ai bisogni degli ultimi”.
Si è passati così al terzo quesito referendario “Energia nucleare”. Su questo argomento è intervenuta Floriana Giannuzzi, dottoressa di ricerca in fisica che ha esposto in maniera chiara ed efficace le motivazioni che la spingono a votare SI per dire un fermo no al nucleare. Troppe incertezze sul futuro delle scorie radioattive, sull’inquinamento radioattivo e troppi problemi ancora sul funzionamento delle centrali dicendo che “non stiamo parlando delle gravi tragedie come quella in Giappone di qualche mese fa, ma semplicemente di piccoli incidenti che potrebbero accadere quotidianamente e che sono molto nocivi per il nostro organismo, inoltre, per costruire centrali nucleari prenderebbero manodopera dall’estero perché sono più esperti, insomma troppi pochi vantaggi e troppi svantaggi”.
La parola è ritornata ad Abrusci per il quarto ed ultimo quesito sul “Legittimo impedimento” che è l’istituto che permette all’imputato, in alcuni casi, di giustificare la propria assenza in aula. La legge prevede che il Presidente del Consiglio dei ministri possa invocare il legittimo impedimento a comparire in udienza penale in caso di concomitanza con l’esercizio di funzioni pubbliche.
Anche per questo quesito sia Abrusci che Spano hanno orientato i presenti al voto del SI sottolineando che la legge è uguale per tutti.
La tavola rotonda si è conclusa con domande e riflessioni del pubblico con grande soddisfazione degli organizzatori per un grande esercizio di democrazia partecipata.
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