Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa:
Due dei quesiti su cui ci esprimeremo nei referendum di sabato e domenica prossimi riguardano la gestione e la pubblicizzazione dell’acqua.
Il primo, sulla «privatizzazione dell'acqua», riguarda le modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.
Il secondo quesito riguarda la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito.
Il primo quesito sull'acqua pubblica prevede l'abrogazione dell'affidamento del servizio a operatori privati. La privatizzazione del servizio comporterebbe, come modalità ordinaria, la gestione del servizio idrico con affidamento a soggetti privati, attraverso gara, o affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%. Le società a totale capitale pubblico che ora gestiscono il servizio cesseranno improrogabilmente entro il dicembre 2011 o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%. La norma inoltre disciplina le società miste collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l’affidamento del servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015.
Con il secondo quesito si chiede un'abrogazione parziale della norma nella parte in cui consente al gestore di ottenere profitti, guadagni d'impresa, garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza collegamento a reinvestimenti per il miglioramento qualitativo del servizio.
Per impedire che l’acqua venga gestita interamente da privati e che tali privati possano aumentare le bollette per recuperare i capitali investiti, è necessario mettere una croce sul SI per entrambi i quesiti.
Il referendum ha valore abrogativo e sarà valido solo se sarà superato il quorum ( il 50% più uno degli aventi diritto al voto).
L’acqua è un bene comune e un diritto umano universale. Un bene essenziale che appartiene a tutti. Nessuno può appropriarsene, né farci profitti. L’attuale governo ha invece deciso di consegnarla ai privati e alle grandi multinazionali. Noi tutte e tutti possiamo impedirlo votando 2 SI quando, il 12 e 13 giugno prossimi, saremo chiamati a decidere. E’ una battaglia di civiltà. Nessuno si senta escluso.
*Comitato Referendario per il SI - Acquaviva delle Fonti
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