Si è tenuto ieri il comizio tanto atteso dal popolo di centrodestra che nelle scorse elezioni ha supportato il Popolo delle Libertà. Il tanto atteso Comizio del Dott. Michele Petruzzellis si è tenuto senza però le bandiere del Pdl, senza il Capogruppo del Pdl Montenegro né tantomeno con uno dei due commissari del Pdl; sarà che non è certo un caso politico, ma a pensare, come si suol dire, non si fa peccato. Il palco, costituito dai Cons. Solazzo, Paradiso Tommaso Montenegro e Petruzzellis non ha certo alimentato una bagarre politica basata sulle differenze di colori politici ma bensì ha evidenziato la grandissima differenza di vedute tra l’amministrazione e le opposizioni in ambito di Prg, zona 167 e bilancio partecipato.
Il Cons. Solazzo ha aperto il comizio denunciando l’impossibilità al dialogo con la maggioranza a causa dei soliti “ignoti” che da sempre muovono i fili del Centrosinistra e che sono stati gli stessi che da 30 anni hanno paralizzato gli strumenti fondamentali per lo sviluppo della nostra Acquaviva. Impossibilità che si incontra soprattutto nelle proposte a costo zero che la minoranza avanza, anche in maniera dettagliata e che sistematicamente la maggioranza non recepisce.
Gli fa da eco Michele Petruzzellis che condannando le grandi spese legali fatte a basso profilo da questa amministrazione, una Festa di S. Eustachio passata inosservata soprattutto ai cittadini acquavivesi sottolineando il dietrofront del collega Ferrulli nei confronti di questa amministrazione, evidenzia la totale disorganizzazione di questa amministrazione che, a parer suo dovrebbe essere azzerata. Inoltre egli ha evidenziato una notevole fibrillazione della maggioranza che si troverebbe, sempre a suo avviso, in una situazione conflittuale derivante dagli esiti del Prg che ha visto stralciati diverse zone che “alcuni” non si aspettavano come la zona Curtomartino – Collone.
Michele inoltre si chiede, adesso che il Prg è stato approvato, chi comprerà gli appartamenti che saranno costruiti? I disoccupati, i cassaintegrati o chi ha un lavoro precario? A questa provocazione egli sposta il fulcro dell’attenzione sulla ricerca dei nuovi metodi per portare la vera economia, quindi forza lavoro, che ad acquaviva manca ed è l’unica maniera per rialzare la città. La risoluzione di questo problema viene fatta attraverso proposte come la nascita di una azienda che si occupi dello smaltimento di rifiuti derivanti dai pannelli fotovoltaici esauriti; ancora oggi nessuno in Italia sembra essersi occupato del problema, quindi di sicuro, chi investirà in questo campo otterrà grandi commesse e lavoro sicuro. Inoltre altre proposte come la gestione della distribuzione del Gas oppure la costruzione di aziende che certifichino la qualità dei prodotti. Queste, aggiunge petruzzellis, non sono solo chimere, ma progetti sui quali il loro gruppo si sta già muovendo per trovare i finanziamenti che permetteranno alla città di concretizzare le proposte a costo zero.
Inoltre l’assenza di informazioni legate al bilancio aumenta le distanze tra amministrazione e minoranze, quando la loro coalizione, sempre detta di Petruzzellis, si è sempre proposta come una coalizione che non ha mai guardato al colore politico ma si è sempre proposta per il bene di Acquaviva. Sulla base di quest’ultimo pensiero, egli si chiede: Perché non è stata nemmeno tenuta in considerazione il progetto da loro proposto di illuminazione pubblica a costo zero e poi nel presente bilancio si è preventivata una spesa di 400.000 euro per la nuova illuminazione di cui solo 200.000 di progettazione? Perché non si tengono in considerazione le competenze che in consiglio Comunale già sono presenti in minoranza? Cosa ne può sapere un “ragazzino” come l’Ass. Caputo di situazioni ataviche come la zona 167, non è solo la conoscenza degli strumenti finanziari la soluzione ai grandi problemi acquavivesi, ma bensì la conoscenza del territorio e dei cittadini. Se ci fossero state delle concertazioni tra Amministrazioni comunali passate ed i cittadini proprietari dei suoli ed affidatari degli appartamenti di edilizia popolare di sicuro una soluzione si sarebbe trovata dice il dott. Petruzzellis.
Si è concluso il comizio con la disponibilità del gruppo Petruzzellis a dialogare con la maggioranza per l’esclusivo benessere della nostra cittadina, con l’augurio e la speranza che la cosa venga recepita da una maggioranza che nei numeri e nelle proposizioni è già in una situazione di difficoltà.
Diversi gli spunti venuti fuori da questo comizio. L’assenza di diversi soggetti politici del PDL e dei simboli di partito dimostra che le problematiche di questo partito non sono ubicate solamente a Napoli o Milano ma esistono e persistono anche dalle nostre parti. I risultati elettorali delle due grandi città, comunque ci daranno una visione molto più nitida tra una decina di giorni. Per adesso le bocche cucite sembrerebbero essere una imposizione. Altro tipo di messaggio potrebbe essere la disponibilità al dialogo da parte di alcuni consiglieri di opposizione in vista anche di un bilancio che a fine giugno ancora non è certo sia approvato.
Vedremo di qui a poco come la situazione politica cittadina cambierà. Di sicuro qualcosa si muove ed qualche colpo di scena non è escluso.
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Commenti
Riguardo a questa proposta vanno fatte almeno due considerazioni.
In primis, non credo che attualmente ci si ponga nemmeno il problema di smaltire i pannelli fotovoltaici. Siamo in una fase di installazione del fotovoltaico nel territorio, con i pannelli che purtroppo non sono prodotti in Italia e una miriade di installatori locali in piena e accesa concorrenza tra di loro. L'eventuale fase di smaltimento verrà tra molti anni, quando i primi pannelli installati smetteranno di ricevere l'incentivo ventennale sulla produzione di energia elettrica (il famoso Conto Energia). Tenendo conto che il più vecchio impianto, solo per fare un esempio, della provincia di Bari è stato allacciato alla rete il 12 luglio del 2006 a Mola di Bari (soli 6,3 kwp) e quello acquavivese, il primo, è stato allacciato il 29 dicembre 2006 (soli 1,9 kwp) credo che si può pensare seriamente ad un loro smaltimento solo nel 2026 o oltre, visto che col cessare del Conto Energia rimane comunque per le famiglie ancora valido lo Scambio sul Posto e per i produttori la vendita a prezzi di mercato.
Gli unici pannelli da smaltire attualmente sono quelli che hanno subito un incidente. Poca roba, credo.
Inoltre, è una leggenda metropolitana quella che vuole i pannelli fotovoltaici come tossici e bisognosi di un trattamento particolare. Questa storia è solo in parte vera. Ci sono pannelli a film sottile prodotti principalmente dalla First Solar e realizzati con l'uso di tellururo di cadmio, materiale piuttosto tossico, che necessita realmente di un trattamento speciale e di recupero dei materiali, piuttosto rari in natura, ma credo che qui le aziende produttrici siano già interessate al business e hanno il know-how necessario. Gli altri pannelli in commercio (al silicio policristallino ) non pongono particolari problemi di smaltimento: si tratta, per quanto ne so, di vetro per il 95% e silicio per il restante 5%.
Se nessuno ci ha finora pensato è perché sicuramente i tempi non sono maturi e probabilmente buona parte dei pannelli usati non pongono grossi problemi o impianti dedicati per lo smaltimento.