Nel corso della conferenza stampa tenutasi questa mattina presso l’Ufficio del Sindaco, è emersa una ‘prima e ufficiale’ posizione su uno dei temi più caldi e sentiti del momento, per l’intera cittadinanza acquavivese: l’Eolico.
Precisamente ieri, l’Amministrazione Comunale ha provveduto a recapitare alla Provincia di Bari e alla Regione Puglia, le proprie osservazioni in merito al progetto di realizzazione di 28 aerogeneratori nelle località Parco della Difesa e Parco della Chiesa.
“Abbiamo prodotto una serie di osservazioni tecniche in ordine al rispetto dei vincoli paesaggistici…inoltre abbiamo riscontrato che nei due progetti ci sono 7 aerogeneratori in ambiti su cui sono presenti forti vincoli…riteniamo dunque assolutamente necessaria la Valutazione di Impatto Ambientale” ha dichiarato il Primo Cittadino.
Squicciarini ha delineato in maniera chiara e sintetica i rischi che potrebbe subire il nostro paesaggio e l’intero territorio acquavivese se si dovesse realizzare questo progetto. “Al di la dell’impatto visivo provocato da queste 28 pale non bisogna trascurare i problemi anche futuri che queste potranno avere su alcuni settori come ad esempio l’agricoltura, per non parlare poi del grave impatto che subirà il nostro territorio nel periodo di esecuzione dei lavori dato che per trasportare i materiali verranno smantellati i muretti a secco e la vegetazione esistente sui terreni sarà estirpata”.
È bene ricordare che il Comune di Acquaviva rientra nel progetto GAL SEB (Gruppo di Azione Locale Sud Est Barese) e dunque è chiaro che l’Amministrazione ritenga strategico un settore come quello dell’agricoltura.
Il Primo Cittadino si dice non contrario alle energie rinnovabili come l’eolico e il fotovoltaico, ma aggiunge “non possiamo prescindere dalla salvaguardia del nostro paesaggio”.
“Questo tipo di progetto contrasta con le idee di sviluppo che abbiamo per il nostro territorio”.
In un periodo in cui il ritorno all’atomo sembra essere la soluzione vincente, almeno dalle parti dei sostenitori del Governo Nazionale, il Sindaco Squicciarini si ritiene favorevole alle energie alternative ma non reputa necessari i “grandi impianti”.
La soluzione che sta studiando l’Amministrazione è quella invece di “mini impianti fotovoltaici da installare sugli edifici pubblici”, in modo da salvaguardare l’ambiente e perseguire una logica di risparmio energetico pubblico.
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Commenti
http://www.ricercadisistema.it/pagine/notiziedoc/61/Velocita_70m/Tavola17c.pdf
come potete vedere qui in questa pagina
http://www.ricercadisistema.it/pagine/notiziedoc/61/Velocita_25m/Tavola_17a.pdf
Questo è il rendimento nell'arco di 365 giorni (un anno) di un mini-impianto domestico
http://www.portalsole.it/solarefotovoltaico_live/chart_pv_energy_last_365_days_m.php
questo è un diagramma settimanale dove si rende evidente l'intermittenza del fotovoltaico di notte
http://www.portalsole.it/solarefotovoltaico_live/chart_weekM.php
Senza contare che l'attuale successo del fotovoltaico in Italia non è attribuibile all'intrinseca efficienza di questa tecnologia ma alla decisione tutta politica di favorirla con opportuni incentivi sulla produzione elettrica. Senza questi incentivi, nessuno in Italia troverebbe conveniente e remunerativo installare il fotovoltaico. Il fotovoltaico è una tecnologia molto costosa, poco efficiente in termini produttivi e non permette di ricevere energia nella quantità e nel momento in cui la si desidera. Le famiglie con un pannello fv sul terrazzo riescono ad ottenere l'energia elettrica istante per istante a prescindere da quanto il loro impianto effettivamente produce perché godono dei benefici legislativi dello scambio sul posto, dove è il gestore della rete (la Terna s.p.a.) a sobbarcarsi l'onere di smistare gli eccessi di produzione dell'impianto fv o di colmare il fabbisogno della famiglia.
Se si vuole seriamente parlare di solare, quantomeno si dovrebbe escludere in toto il fotovoltaico e porre come punto di partenza il termodinamico a concentrazione solare fortemente perorato dal premio Nobel Rubbia che dal canto suo offre la possibilità di erogare l'energia elettrica in differita rispetto alla disponibilità della fonte solare grazie all'accumulo di un vettore termico in apposite cisterne a bassa dispersione di calore. Attualmente il sistema richiede incentivi, ma riduce la intermittenza nella erogazione elettrica e permette di pianificare entro un certo limite (5 ore max per l'impianto realizzato a Pirolo in provincia di Siracusa) la produzione e la erogazione elettrica. Una cosa che il fotovoltaico non permette di fare non sul piano tecnico (perché l'accumulo di energia elettrica è possibile) ma sul piano economico (accumulare l'energia elettrica è costosissimo).
p.s. il suo appello a "salvaguardare la nostra agricoltura" tiene conto del fatto che il settore è in fortissima crisi e negli anni scorsi se non fossero stati imposti determinati limiti alla realizzazione di impianti a terra su terreno agreste oggi conteremmo più impianti fotovoltaici che tendoni di uva?