Domenica 24 Gennaio 2021
   
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Cuore della Puglia dice NO alle scorie

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CHIEDE AL GOVERNO UN CONFRONTO SULLO SVILUPPO DELL'AREA MURGIANA

Il fatto che a distanza di più di vent'anni si continui a identificare l'area murgiana tra Puglia e Basilicata come possibile deposito delle scorie nucleari è sintomatico della considerazione che ha a Roma di questa parte d'Italia. La si immagina come una landa improduttiva, senza vocazioni, un deserto collinare disabitato dove, perché no, può avere sede un cimitero radioattivo.

È quella visione che noi stiamo cercando di contrastare da anni con l'associazione "Cuore della Puglia" che - anche in partnership con Smart Land e altre realtà del territorio, dialogando con associazioni di agricoltura biologica e sociale, con i Gal, con i distretti del Cibo e con il Parco dell'Alta Murgia - sta proponendo al Governo e alla Regione, e realizzando concretamente, un'idea opposta: una prospettiva fondata sulla valorizzazione della ruralità, dell'agroalimentare, del passaggio, del turismo.

I nostri territori, che hanno giacimenti culturali straordinari, spesso apprezzati dall'industria cinematografica, come nel caso di Gravina, e che offrono un paniere di tipicità e biodiversità unico al mondo, chiedono di chiudere una volta per tutte ogni discussione sui siti  

Il fatto che a distanza di più di vent'anni si continui a identificare l'area murgiana tra Puglia e Basilicata come possibile deposito delle scorie nucleari è sintomatico della considerazione che ha a Roma di questa parte d'Italia. La si immagina come una landa improduttiva, senza vocazioni, un deserto collinare disabitato dove, perché no, può avere sede un cimitero radioattivo.

È quella visione che noi stiamo cercando di contrastare da anni con l'associazione "Cuore della Puglia" che - anche in partnership con Smart Land e altre realtà del territorio, dialogando con associazioni di agricoltura biologica e sociale, con i Gal, con i distretti del Cibo e con il Parco dell'Alta Murgia - sta proponendo al Governo e alla Regione, e realizzando concretamente, un'idea opposta: una prospettiva fondata sulla valorizzazione della ruralità, dell'agroalimentare, del passaggio, del turismo.

I nostri territori, che hanno giacimenti culturali straordinari, spesso apprezzati dall'industria cinematografica, come nel caso di Gravina, e che offrono un paniere di tipicità e biodiversità unico al mondo, chiedono di chiudere una volta per tutte ogni discussione sui siti nucleari, che ci riportano a un triste passato, quello in cui ospitavamo le testate atomiche della Guerra fredda.

Chiediamo, al contrario, di avviare un tavolo per definire una proposta seria di sviluppo del nostro entroterra. Che parli di rilancio e potenziamento di aree produttive già punteggiate di eccellenze, di sostenibilità, di energie rinnovabili, di infrastrutture, di interscambi con le coste adriatica e ionica, di ristrutturazione dei nostri attrattori culturali e di riqualificazione dei nostri centri storici, di accessibilità ai disabili e agli anziani, di digitalizzazione e di innovazione, di coinvolgimento dei giovani e di ritorno dei cervelli in fuga.

Non vogliamo essere il ricettacolo degli scarti di scelte industriali dissennate compiute in passato in altre aree d'Italia. Vogliamo essere il motore di un futuro diverso per la nostra Nazione.nucleari, che ci riportano a un triste passato, quello in cui ospitavamo le testate atomiche della Guerra fredda.

Chiediamo, al contrario, di avviare un tavolo per definire una proposta seria di sviluppo del nostro entroterra. Che parli di rilancio e potenziamento di aree produttive già punteggiate di eccellenze, di sostenibilità, di energie rinnovabili, di infrastrutture, di interscambi con le coste adriatica e ionica, di ristrutturazione dei nostri attrattori culturali e di riqualificazione dei nostri centri storici, di accessibilità ai disabili e agli anziani, di digitalizzazione e di innovazione, di coinvolgimento dei giovani e di ritorno dei cervelli in fuga.

Non vogliamo essere il ricettacolo degli scarti di scelte industriali dissennate compiute in passato in altre aree d'Italia. Vogliamo essere il motore di un futuro diverso per la nostra Nazione.

Il fatto che a distanza di più di vent'anni si continui a identificare l'area murgiana tra Puglia e Basilicata come possibile deposito delle scorie nucleari è sintomatico della considerazione che ha a Roma di questa parte d'Italia. La si immagina come una landa improduttiva, senza vocazioni, un deserto collinare disabitato dove, perché no, può avere sede un cimitero radioattivo.

È quella visione che noi stiamo cercando di contrastare da anni con l'associazione "Cuore della Puglia" che - anche in partnership con Smart Land e altre realtà del territorio, dialogando con associazioni di agricoltura biologica e sociale, con i Gal, con i distretti del Cibo e con il Parco dell'Alta Murgia - sta proponendo al Governo e alla Regione, e realizzando concretamente, un'idea opposta: una prospettiva fondata sulla valorizzazione della ruralità, dell'agroalimentare, del passaggio, del turismo.

I nostri territori, che hanno giacimenti culturali straordinari, spesso apprezzati dall'industria cinematografica, come nel caso di Gravina, e che offrono un paniere di tipicità e biodiversità unico al mondo, chiedono di chiudere una volta per tutte ogni discussione sui siti nucleari, che ci riportano a un triste passato, quello in cui ospitavamo le testate atomiche della Guerra fredda.

Chiediamo, al contrario, di avviare un tavolo per definire una proposta seria di sviluppo del nostro entroterra. Che parli di rilancio e potenziamento di aree produttive già punteggiate di eccellenze, di sostenibilità, di energie rinnovabili, di infrastrutture, di interscambi con le coste adriatica e ionica, di ristrutturazione dei nostri attrattori culturali e di riqualificazione dei nostri centri storici, di accessibilità ai disabili e agli anziani, di digitalizzazione e di innovazione, di coinvolgimento dei giovani e di ritorno dei cervelli in fuga.

Non vogliamo essere il ricettacolo degli scarti di scelte industriali dissennate compiute in passato in altre aree d'Italia. Vogliamo essere il motore di un futuro diverso per la nostra Nazione.

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