Giovedì 24 Maggio 2012
   
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SINDONE, UNA CONFERENZA PER SAPERNE DI PIU'

Sacra_sindone_Acquaviva

Si è tenuta lunedì 17 Maggio in Cattedrale la Conferenza del prof. Michele Loconsole intitolata “La Sacra Sindone tra scienza e fede” organizzata dai Cavalieri del S. Sepolcro di Gerusalemme della Delegazione di Acquaviva delle Fonti- Santeramo in Colle, nell’ambito dei festeggiamenti in onore di Sant’Eustachio, patrono della città.

Un’interessante lectio magistralis quella che il prof. Loconsole ha tenuto ai molti presenti sulla  Sacra Sindone, visibile in via eccezionale nel Duomo di Torino dal 10 aprile al 23 maggio 2010, definita in questa conferenza dai toni divulgativi “negativo ante litteram, reliquia e icona, reperto archeologico più studiato al mondo da tutte le confessioni religiose”.

Ad aprire i lavori il Dott. Capozzolo, rappresentante della locale Delegazione dei Cavalieri del S. Sepolcro, cui è toccato il compito di presentare il relatore della serata “autore di  numerose pubblicazioni, docente di religione e giornalista, persona di straordinaria umiltà e doti culturali” e indicare le finalità dell’Ordine Equestre sintetizzabili nel rafforzare nei suoi membri la pratica della vita cristiana in assoluta fedeltà al Sommo Pontefice e sostenere le istituzioni caritative, culturali e sociali della Chiesa Cattolica in Terra Santa, del Patriarcato Latino di Gerusalemme.

È seguito il saluto e il ringraziamento del parroco della Cattedrale, Don Mimmo Giannuzziperché questa conferenza possa rinnovare e irrobustire la nostra fede” e l’intervento del Delegato Gr. Uff. Avv. Leonardo Terribile il quale ha detto “riconosco l’operatività della Luogotenenza Acquaviva-Santeramo a cui va la mia riconoscenza per l’appartenenza alla fede cristiana e il perseguimento dei suoi fini”.

 

Un’analisi tra scienza e fede frutto di una pubblicazione La Sindone. Sulle tracce del Mistero, (Delta 3 Edizioni, Ristampa 2010), del barese Michele Loconsole scritta in collaborazione della più nota sindonologa d’Italia, Emanuela Marinelli, scienziata naturalista romana. Il volume è uscito all’indomani del documentario-inchiesta che la BBC ha diffuso sulla Sindone di Torino, in cui ha reso noto che l’esame al radiocarbonio eseguito sul telo di lino nel 1988, che l’aveva datato in epoca medievale, di fatto si è dimostrato errato nelle procedure metodologiche.

La Sindone -ha riferito il prof. Loconsole- è stata per secoli ostesa al pubblico, acquisendo così luce e carbonio; ha poi subito alcuni incendi, quello nella notte di Santa Barbara (3-4 dicembre 1532) nel castello di Chambéry in Francia per esempio è stato devastante, al punto da procurarle molti e ampi buchi, poi rattoppati; ai bordi del Lenzuolo sono stati numerosi i rattoppi operati lungo l’arco dei secoli, perché la parte più lisa e consumata a motivo della continua e indiscriminata manipolazione in età antica, medievale e moderna, la zona da cui hanno prelevato i campioni per la datazione del 1988. Tutti elementi che hanno contribuito a ringiovanire il telo di molti secoli facendo credere potesse essere un falso di epoca medievale.

Il testo sulla Sindone scritto a quattro mani dalla Marinelli e dal Loconsole affronta in modo rigoroso sia le tematiche scientifiche che le questioni storiche. Basandosi su fonti e documenti largamente condivisi dagli studiosi dimostra, sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista storico, che “la Sacra Sindone che si conserva a Torino è il lenzuolo funebre che avvolse il corpo esanime di Gesù di Nazaret quasi duemila anni fa nel sepolcro a Gerusalemme”.

“Un falso non è non può essere” si legge in una delle pagine conclusive del libro del prof. Loconsole, numerose sono le certezze multidisciplinari indicate: “quel lino ha tutte le caratteristiche di un telo funerario ebraico del I secolo proveniente dall’area palestinese (tessitura a spina di pesce caratteristica del medio oriente così come le fibrille del lino realizzate in senso orario); quell’Uomo ha subito una crocifissione romana del I secolo con particolari sconosciuti nel Medio Evo; quel corpo ha sofferto i tormenti descritti nei Vangeli subendo fustigazioni speciali (120 colpi di frusta anziché 39 come prevedeva il diritto romano, 80 fori nel cuoio capelluto segno che la corona di spina era a forma di mitra orientale, colpo al costato da cui fuoriuscì sangue e siero, chiodi nei polsi); quel sangue umano (del gruppo sanguigno AB posseduto dal 5% della popolazione mondiale) si è coagulato sulla pelle ferita e si è trasposto sul lino per fibrinolisi, con modalità irriproducibili con un pennello; quel cadavere messo nel lenzuolo due ore dopo la morte è rimasto per 30-36 ore senza segni di putrefazione;  quell’immagine in negativo non è un prodotto artificiale ma è una proiezione del corpo che ha codificata in se l’informazione tridimensionale, come se vi fosse stata impressa da un fenomeno foto-radiante; quel lenzuolo non ha tracce di spostamenti né di striature, nonostante le 900 macchie di sangue” elemento che mette in evidenza che Cristo sia improvvisamente scomparso non strappato dal lenzuolo.

Giovanni Paolo II definì la Sacra Sindone “reliquia insolita e misteriosa, singolarissimo testimone, se accettiamo gli argomenti di tanti scienziati, della Pasqua, della Passione, della Morte e della Risurrezione. Testimone muto ma nello stesso tempo sorprendentemente eloquente”.

Benedetto XVI ha affermato invece: “Colui che è la Bellezza stessa si è lasciato colpire in volto, sputare addosso, incoronare di spine. La Sacra Sindone di Torino può farci immaginare tutto questo in maniera toccante. Ma proprio in questo volto così sfigurato appare l’autentica, estrema bellezza: la bellezza dell’amore che arriva sino alla fine e che appunto in questo si rivela più forte della menzogna e della violenza”.

La Sacra Sindone sembra essere strettamente collegata alle seguenti parole evangeliche:

Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt, 28 20).

 

 

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