
“Può un adolescente riconoscere il suo disagio, contrastare il rischio e ricercare condizioni di adattamento?”. Inizia così la Prefazione del libro "Mare Negato".
L'opera, a cura di Rosa Pinto, psichiatra, psicoterapeuta e docente presso l’Università di Bari, è stato presentato nell’ambito del convegno organizzato dal Movimento Impegno Educativo Azione Cattolica (MIEAC) sul tema “Disagio e criminalità in Puglia: quali alternative?”.
Al convegno sono intervenuti Anna Bosco, delegata regionale MIEAC, Vera Bosco, presidente diocesana del movimento, Rosa Pinto, autrice e curatrice della pubblicazione, Beatrice Leddomade (nella foto), docente di Psicologia dello sviluppo presso l’Università di Bari e coautrice del testo, don Mimmo Giannuzzi, Assistente diocesano del MIEAC e Vicario forense e il Sindaco di Acquaviva Francesco Squicciarini.
Il libro, come racconta la Pinto, è il frutto di un progetto sviluppato nel borgo antico di Bari. Scopo dell’iniziativa è stato quello di riportare identità ai luoghi e alle persone lacerate dalla piaga della microcriminalità organizzata; di riappropriarsi delle piazze, delle strade e di iniziare un percorso in sinergia tra famiglie, scuole e istituzioni. “Non è tanto la criminalità il problema, ma la vera piaga è la corruzione del tessuto sociale” così dice la Pinto sottolineando la necessità di convegni come quello organizzato dal MIEAC perché danno la possibilità di parlare del problema, di creare un confronto e di intervenire.
Ed è proprio il dialogo e il confronto che auspica Anna Bosco sin dal primo intervento, dando risalto alla presenza sia di don Mimmo che del Sindaco, rappresentanti rispettivamente della Chiesa e delle Istituzioni.
Il Sindaco sottolinea il significato della rottura dell’identità che sta nel legame stretto tra urbanistica e contesto sociale.
Don Mimmo aggiunge l’importanza di guardare l’adolescente non solo con razionalità, ma anche come cuore, come elemento unificatore della vita.
“Un dialogo costante e costruttivo per formare una rete educativa che affronti le problematiche del disagio minorile” queste le parole della Presidente diocesana.
Scopo del convegno e di tutto il movimento è quello di promuovere, sulla scia del progetto finanziato nel centro storico di Bari, un percorso analogo per Acquaviva, sconfiggendo la microcriminalità e restituendo al paese dignità per una città non solo a misura di cittadini, ma anche a misura di bambini e ragazzi.
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