Giovedì 24 Maggio 2012
   
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A TESTA IN SUD: "TRA EMOZIONI E RIFLESSIONI IMPORTANTI"

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Testa in Sud le idee non cadono, ma si possono creare, possono svilupparsi e portare ed esiti e riflessioni inaspettate. Serve coraggio. Il coraggio e la competenza di tre giovanissimi, Carlotta Susca, Mariagrazia Bonavoglia e Stefano Savella, che, con la collaborazione di Stilo Editrice e dal Comune di Acquaviva delle Fonti, il contributo della Regione Puglia e la collaborazione dell'Associazione Culturale Puglialibre e dei Presìdi del Libro di Acquaviva, hanno deciso di organizzare un festival letterario che sembra quasi anacronistico tra tanti eventi che di culturale hanno ben poco. A Testa in Sud, la kermesse letteraria che si è svolta nell’Atrio del Palazzo de’ Mari nelle serate del 29, 30 e 31 agosto in un’Acquaviva scossa dai recenti tristi eventi ma dormiente dal punto di vista culturale, ha proposto innumerevoli spunti di riflessione che si spera DSC06074non cadano nel vuoto.

 Tanti gli ospiti e tre i temi principali nel corso delle serate: la situazione dell’editoria in Puglia, l’ambiente e il Mediterraneo come luogo fisico ed ideale di viaggi e migrazioni.

 Nell’accogliente cornice dell’Atrio, la prima serata ha visto un vivace e ben poco ingessato scambio di opinioni sulla questione della Book Commission, un tema caldo nel mondo dell’editoria. L’idea nasce dalla proposta di Gino Dato, giornalista del Corriere del Mezzogiorno: un ente che si occupi della situazione statica dell’editoria pugliese e che offra aiuto ai piccoli e medi editori regionali. L’idea, nata sulla scia dell’Apulia Film Commission ma diversa in quanto a struttura  e finalità, viene introdotta con acume e spirito critico da Alessio Viola, moderatore della tavola rotonda: il primo, provocatorio quesito è se non sarebbe meglio investire a monte sulla formazione dei lettori (che paradossalmente mancano nei festival letterari) più che in un’azione che, se non ben calibrata, potrebbe voler dire semplicemente “batter cassa” presso la Regione, come sottolinea Angela Schena. Il nodo centrale della questione, secondo Blasi e Pappalardo, sta da ricercare nel ruolo della cultura nell’Italia odierna e nella formazione del lettore: cosa cerchiamo dai libri? quale il loro ruolo nella società di oggi che, osserva acutamente Morgan Palmas, sembra voglia essere istupidita ed intrattenuta da eventi che di cultura ne “producono” ben poca, a favore di una spettacolarizzazione della stessa? L’aumento della scolarizzazione non ha portato ad un aumento dei lettori: un dato assolutamente sconfortante che il lettore italiano “forte” legga sì e no 5 libri all’anno.  Tutti concordi, quindi, sulla necessità di agire su problemi di fondo e di vera e propria formazione del lettore più che sull’effettiva necessità di sostegno per le piccole e medie case editrici pugliesi, azione che rischia di sfociare nell’assistenzialismo o di essere manipolata con fini più o meno politici.

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 Forti emozioni e intenso lirismo hanno caratterizzato, invece, la terza serata del festival, a tema “Mediterraneo – Viaggi e migrazioni: la Puglia come Arca di pace”. Ospiti della serata Giuseppe Goffredo con il suo libro I dolori della pace, alla presenza di Fabio Losito (Assessore alle politiche educative, pace e accoglienza di Bari) e Fulvio Colucci, che ha presentato la sua opera Liberté, seguita dalla proiezione del documentario Storie di libertà, di Paolo Inno e Riccardo Specchia.

La voce struggente della chitarra di Domenico Lopez accompagna gli attori Floriana Uva e Lino De Venuto: “…angeli neri, senza più radici, diseredati che non hanno voce”, riferendosi alle ben note vicende di migranti sfuggiti da guerra e miseria e che hanno trovato (contrastata) ospitalità nel nostro Sud e nella nostra Puglia.

Goffredo offre uno sguardo acuto sulle problematiche legate al rapporto tra Mediterraneo e Medioriente, un punto di vista che scandaglia la situazione dal punto di vista storico, geopolitico e culturale: l’autore sottolinea il concetto di scontro di civiltà, che affonda le sue radici nel colonialismo ottocentesco e che ha forgiato in modo subdolo il nostro punto di vista sull’”altro”, una visione dualistica che crea frontiere e contrapposizioni. In realtà, osserva Goffredo, il legame tra Medioriente e Mediterraneo è indissolubile, dal punto di vista culturale, sociale e storico. E’ ancora una volta quel contrasto Nord-Sud, Oriente-Occidente, Noi-Altro che, sebbene sia dialetticamente necessario per la definizione del Sé, crea inevitabilmente tensioni e scontri che influenzano in negativo la nostra vita quotidiana e le nostre azioni, con atteggiamenti razzistici e di intolleranza che prescindono, a volte, da cause oggettive per perdersi in stupide generalizzazioni “per sentito dire”.

Nella seconda lettura scenica la voce di Venuti incarna la storia di un ragazzo pugliese che parte in “missione umanitaria” per l’Afghanistan, la “casa del Diavolo”: è una storia come tante, ormai comune tra amici o parenti. La storia e le emozioni di un ragazzo qualsiasi che è costretto a “metter firma” dalla mancanza cronica di lavoro e a partire verso una destinazione buia e ignota, in parallelo alle storie di migranti immortalate da Colucci in Liberté.

Il libro, un’opera in foto e versi, racconta un episodio cruciale per la nostra Puglia: l’ondata di migranti provenienti dal Nord Africa che ha trovato accoglienza nel campo-tendopoli di Manduria, a seguito della cosiddetta “Rivoluzione dei Gelsomini” di gennaio. L’esigenza di raccontare, precisa Colucci, nasce dalla voglia di fissare nel tempo, nel presente e nel futuro, un pezzo di Storia che inevitabilmente influenzerà le nostre esistenze ed un momento che ha visto la nostra regione reagire in bilico tra razzismo, paura e istinto di accoglienza. Uno sguardo “ingenuo” nella migliore accezione del termine quello della giovanissima fotografa Roberta Trani, che parla con sincera emozione della genesi del suo lavoro: da semplice volontaria della tendopoli a testimone che inizia spontaneamente a fotografare le piccole storie di umanità, dolore e speranza che vede susseguirsi giornalmente davanti ai suoi occhi. Uno sguardo libero, spontaneo e scevro da ogni pregiudizio della cronaca distorta che purtroppo punta a spettacolarizzare in ogni modo il dolore e la voglia di libertà che, aggiunge Trani, ha letto negli occhi dei giovanissimi migranti.

Nel corso delle serate ampio spazio è stato dato al libro Meridione d’Inchiostro (presentato dallo scrittore Livio Romano), e alle riviste Incroci e Marsia, (presentate rispettivamente da Daniele Maria Pegorari e da Salvatore Lattarulo), come luoghi letterari di impegno (non solo politico e sociale ma anche linguistico e formale) e di militanza culturale. Un sincero plauso va all’incontro del primo Club del Libro, coordinato da Angela Pansini: un’amichevole chiacchierata tra appassionati lettori che hanno potuto scambiare liberamente le proprie opinioni sull’ opera di Desiati, presentata nel corso della seconda serata.

 

Precisa e puntuale l’organizzazione delle serate e ben scelti temi ed ospiti, che hanno saputo catturare l’attenzione degli spettatori in un elegante e ben calibrato connubio tra emozioni e riflessioni importanti. Forse sarebbe stato auspicabile, però, non dare troppe cose “per scontate”: alcuni temi, quali quelli dell’editoria, sono infatti lontani dalla quotidianità del lettore ( e del cittadino) comune che avrebbe preferito ricevere dei ragguagli iniziali sulla situazione per meglio focalizzare e comprendere le discussioni successive.

Ciò che emerge da questi tre giorni, legati tra di loro dal filo rosso del Sud in ambiti apparentemente lontani tra di loro, è la voglia di emergere. Il grido è di chi ancora crede nella cultura e nella cultura del Sud, scevra da ogni cliché e legata indissolubilmente ad altri Sud del mondo: Aldo Moro diceva che “nessuno è chiamato a scegliere tra l'essere in Europa e nel Mediterraneo, poiché l'Europa intera è nel Mediterraneo”.

 Di seguito la Fotogallery con alcuni momenti delle tre serate:

Commenti 

 
#1 lino de venuto 2011-09-03 11:44
SULLA INIZIATIVA " A TESTA IN SUD" MI SONO GIA' ESPRESSO IN VARIE CIRCOSTANZE. STUPENDA, CON LE IMMANCABILI CORREZIONI DI ROTTA MA BELLA E INTERESSANTE. BRAVISSIMI A MARIA GRAZIA, STEFANO E CARLOTTA. UN ABBRACCIO!
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