Giovedì 24 Maggio 2012
   
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POGGIOMARINO, SEGNALATA LA POESIA DI SILVIA PIETROFORTE

poesia 

 L'alunna Silvia Pietroforte della classe II A del Liceo Classico "Publio Virgilio Marone" di Gioia del Colle si è ancora una volta distinta ad un concorso di poesia, quello della città di Poggiomarino; la sua poesia, che pubblichiamo di seguito, è stata segnalata dalla giuria tecnica e sarà premiata con una targa personalizzata e un diploma artistico.

 

"LE SEGRETE RIVELAZIONI DI UN FOLLE"


Sono indegni questi miei occhi profani per scorgere l’Oltre

che soave s’insinua nella sottile linea di confine

dove il mare impetuoso bacia del cielo la livida coltre.

Danza l’Infinito nelle menti umane e stringe tra le bianche dita

l’indomabile dominio del mondo mostrando malizioso il suo fulgido colore.
Chiosa quali infime condanne inflisse ai tracotanti in vita:
di Ulisse e dei Suoi sussurra borioso lo sgomento e il furore

di quando ingoiati dalle bramose bocche di un turbine violento  
emisero esausti l’ultimo soffio vitale, vociando al furioso vento

l’illecito e sofferto castigo per aver sfidato l’orizzonte del conoscibile.

‘’Echeggia dall’eminente rupe l’esanime richiamo di Prometeo incatenato,

straziato dal freddo tagliente, soffre la fame e geme assetato
l’adunco becco di un’aquila famelica lo tormenta al sorger del sole.

Triste è la tormentosa tortura tesa per la sua tracotanza

osò sfidarmi, valicando l’orizzonte della conoscenza

Ed io lo punii’’ accenna l’infinito nella sua danza.

 

A nessun uomo l’Orizzonte tende le braccia,

sempre smarrisce il senno colui che l’ affronta :

erra e smania simile ad un misero mendicante

e abbraccia l’Insania cruenta
soffocato da una stonata litania delirante

che prende il nome di follia.

 

Sono folle, sono folle, come folle è
colui che prendendo l’infinito perde sé.

Il Confine indarno m’invita e,quando 

m’avvicino, già m’abbandona  scappando.

Rincorro l’infinito, dalla pazzia rincorso

afferro l’uno, per esser dall’altra morso.

               

L’animo mio frequentemente farnetica furibondo e m’abbandona

nella nebbia si fonde, la profana e sporca vita lo imprigiona

nella fantasia si consola ché  l’alletta e l’ammalia  beato,

lo lenisce,lo libera dallo spasmo dopo averlo cullato.

Cede l’animo mio ad un sonno profondo, gli sembra morire :
le urla di strazio e il gaudio attornianti  sembrano scomparire

mentre sfiora sinuoso la conoscenza e vive l’amore sconfinato
strumento ormai scordato,dimenticato nel vivere disincantato.

La realtà straccia il mio risveglio, gelida lo divora,

poi tra la disattenzione dei gesti quotidiani dimora.

 

La vita parallela che si estende, mio ragazzo, dall’orizzonte è frenata

per non essere dalle deleterie umane man sporcata.

Siam più capaci di esser bestie che docili umani

della rabbia e dell’istinto prede,dell’odio titani.


C’è un segreto che la vita mi ha sussurrato,

simile all’equilibrio è quest’orizzonte che si cela:

a colui che col sudore l’ha agognato
la serena ineluttabilità svela

e castigando colui che l’ha ignorato,

la strada dello smarrimento gli rivela.

 

Silvia Pietroforte classe II A

Liceo Classico “P.Virgilio Marone” Gioia del Colle

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