Prosegue senza sosta l’intensa tournée italiana di Hédi Bouraoui, impegnato in questi giorni nella nostra amata regione che per il quinto anno consecutivo lo ha accolto ‘a braccia aperte’ nell’ambito del progetto internazionale “Dal Canada alla Puglia: sotto il segno del dialogo", avviato dal Canada-Méditerranée Centre e dalla Wip Edizioni grazie anche alla preziosa collaborazione del prof. Nicola D’Ambrosio “mio traduttore e amico che continua imperturbabile a promuovere la mia opera, è un eccellente organizzatore se siamo qui, tutti insieme questa sera- ha precisato lo scrittore tunisino canadese- durante l’incontro che si è tenuto lunedì scorso al Circolo Unione- è merito suo”.
Un appuntamento che nonostante le avverse condizioni meteorologiche ha riscosso grande interesse e partecipazione di pubblico e di critica, è stata questa, senza ombra di dubbio, una ulteriore occasione per rinsaldare il consolidato sodalizio tra autore, traduttore, editore.
Molti gli spunti di riflessione offerti durante la serata con l’excursus sulla crisi attuale dei Paesi del Maghreb (partendo dalla “Rivoluzione del Gelsomino”, all’ “Unione per il Mediterraneo" nominata nel Romanzo Annibale il Mediterrante e nella sua trilogia”, e al mancato dialogo tra sponda Sud e sponda Nord, ai concetti di dignità e libertà, mediterraneità ed emigrazione) emersi dall’introduzione del prof. D’Ambrosio sull’autore e la sua opera definita a più riprese “profetica”, “piena di metafore”, “multiculturale”.
È seguito l’intervento di Hédi Bouraoui che con la sua voce suadente ha catturato l’attento uditorio reso partecipe con la traduzione del prof. D’Ambrosio. L’analisi si è poi focalizzata sulle opere letterarie di questo prolifico scrittore contemporaneo definito in un articolo apparso il 2 marzo scorso sul Corriere Canadese (HÉDI BOURAOUI, CITTADINO ONORARIO DI ACQUAVIVA - DI LETIZIA TESI ), “fabbro di parole che ha fatto del ‘nomadare’ la sua ricchezza più grande”.
Partendo dalla trama dei romanzi della Trilogia del Mediterraneo, e del racconto poetico “Rosa del deserto” si è analizzato durante l’incontro poi la sua poetica fondata sul ‘Transculturalismo’, un neologismo che indica una diversa concezione del mondo, quella che i tedeschi chiamano “Weltanschauung”. Per Bouraoui è fondamentale approfondire la conoscenza della propria cultura, quando si viaggia si va verso l’altro, si deve essere pronti a trasmettere il meglio della propria cultura ed accettare quella altrui.
"L’eroe di questa trilogia porta con sé un’eredità storica – ha spiegato il professor Hédi Bouraoui - echi di Annibale Barca, il grande generale cartaginese che sconfisse i romani a Canne, in Puglia, e un’eredità mitica, le avventure di Ulisse. Il Mediterraneo è esplorato in tutti e quattro i suoi punti cardinali: da Djerba e Kerkenna alla Sicilia e alla Sardegna, da Maiorca a Creta e a Malta”.
“Rosa è fecondata da una goccia di sudore di un carovaniere. Nasce Tar, portatore di un verbo nuovo che sensibilizza gli uomini, giacché l’essenziale è invisibile agli occhi ma non al cuore. Nel suo viaggio dal deserto al di là del Mar Mediterraneo, non ha paura dell’ignoto e della diversità, non rinnega il patrimonio dei suoi antenati, non rinuncia alla sua originalità. Un mosaico di echi di civiltà, di interrogativi sul mistero della vita, sulla morte e sul destino, di riflessioni sulla solitudine, sulla solidarietà, sull’amicizia e sull’amore, sui problemi scottanti del mondo: la globalizzazione, la migrazione, l’accoglienza talvolta negata, la supponenza dei Paesi ricchi, la situazione dell’Amerindio che ha perso la sua terra, la mancanza di libertà di stampa e di democrazia, le guerre, il business ad ogni costo”.
Chiedendo la parola al prof. Nicola D’Ambrosio, Ciccio Grilli, pres. del Circolo Unione ha consegnato una targa ricordo a Hédi Bouraoui: “Con l’insegnamento della sua opera e con l’esempio della sua stessa vita ha educato intere generazioni in ogni parte del mondo al dialogo tra le razze, i popoli e le culture, il Circolo Unione di Acquaviva con affettuosa riconoscenza”.
Antonio Di Benedetto, artista poliedrico ospite del sodalizio qualche settimana fa per la presentazione de “La Critta di Saffo”, ha presentato un primo intermezzo musicale per allentare un po’ la tensione emotiva eseguendo sulla tastiera: l’Inno d’Italia e Va, pensiero, sull'ali dorate.
Hédi Bouraoui ha poi declamato in francese due passi di Rosa del Deserto, che hanno consentito al suo traduttore ufficiale acquavivese di condividere con i presenti le difficoltà del suo lavoro (es. monosillabi, allitterazioni, echi di culture diverse).
Lui (Tar) deve andare via,
“ma non dimentica mai
le parole di mamma Rosa del deserto
Impara ad essere libero
a farti carico del tuo destino
di zio Sterco
scomparso
di cui sente la voce
non rinnegare mai l’essenza dei tuoi antenati
sei l’anima del deserto figlio mio
i tuoi voli verso l’altra sponda del mare
devono illuminare la fraternità in noi e i suoi
misteri”
(tratto da Al servizio del Quotidiano, p. 60)
e
“Tardi
Molto tardi
In una notte di luna chiara che brilla come mille e una lanterna
Tardi
Molto tardi in una notte piena di stelle
Senza dolore
All’alba
Rosa mette al mondo
Un verbébe dalle pupille zebrate”
(tratto da 7. Nascita, p. 40)
L’incontro con lo scrittore tunisino canadese ha visto un ampio spazio dedicato alle domande del pubblico, a cui è seguito il secondo intermezzo musicale con due brani della tradizione napoletana, Te voglio bene assaje e 'O Surdato 'Nnammurato cantati per l’occasione dal presidente e padrone di casa Grilli.
A conclusione della serata, prima dell’apertura del buffet nella sala attigua, l’assessore alla Cultura Francesca Pietroforte porgendo i consueti saluti istituzionali, ha ricordato ai presenti che, “Giovedì 10 marzo 2011 nell’ala nord di Palazzo De Mari conferiremo al professor Hédi Bouraoui la cittadinanza onoraria di Acquaviva delle Fonti”.
Di seguito la Fotogallery con alcuni momenti significativi dell'incontro:
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