E’ con la poesia “Scevra Presenza” che Silvia Pietroforte, studentessa acquavivese del liceo classico “Publio Virgilio Marone” dell'Istituto Statale “Ricciotto Canudo” di Gioia del Colle (Bari) ha vinto la XXIII° Ed. del Premio Internazionale di Poesia “Ciro Coppola”.
A decretarlo è stata una giuria popolare costituita dagli studenti delle isole di Ischia e Procida durante l’incontro con gli autori svoltosi Sabato scorso al Liceo “G. Scotti” di Ischia. Tra i cinque finalisti del concorso di poesia Maria Natile Martino di Santeramo in Colle, anche lei studentessa del liceo gioiese, con la poesia “Parole di una Madre”.
Di seguito i versi delle due giovanissime poetesse che si sono aggiudicate il premio:
'Scevra Presenza' di Silvia Pietroforte
E’ nell’aria che s’ode il tuo lento fiato
è come il battito d’ali di una falena morente :
mi lambisce le gote con un ricordo soffocato.
Si dirada nel sangue la tua anima silente
nei miei sogni notturni m’invade.
Da infante mi fondevo stanca sul tuo ventre,
disegnavi storie sulla mia candida schiena,
vagavano blande le tue fragili dita di rena
e taciturna percepivo la tua ruvida mano
muoversi a rilento e scivolare piano.
Assopita dal languore delle melodie che intonavi,
sul tuo petto adagiavo il capo sudato
e mi smarrivo tra i tuoi battiti soavi
abbandonandomi ad un profondo sogno dorato.
Con gelido inchiostro hai lenito la mia sete ingiuriosa,
di carta ingiallita di polverosi tesori mi hai gremito le ossa
e scrivendo su sinuose stille svelavo segrete storie, silenziosa:
raccontavo all’arido cielo dei tuoi vividi occhi in sommossa
feroci, fervide, furiose fiere funeste ferite dal tempo.
Lenta si è compiuta la mia metamorfosi
e con membra evolute, scolpite dal vento
vedevo sbiadirsi il tuo aspetto opulento
ingoiato fugace dal tempo delittuoso;
le tue scure fiere si sono affaticate brevemente
e le tue mani grandi hanno perso vigore
mentre,rapido,si spegneva il tuo corpo possente
liberando nel vento uno straziante fragore.
Inerme,osservai la boriosa ferocia della vita
la sua ingordigia, i suoi artigli taglienti
la condanna che cela, i suoi cupi tormenti
il dolore che arreca la sua impervia salita.
Ora, ti scovo nei miei cromosomi ridente
è lì che tessi nostre memorie sovente.
Rimembro ancora il tuo intenso odore ,
dei tuoi passi veloci imito il ritmo incalzante
e tra gemiti amari di una ferita dilaniante
il tuo brillante sorriso mi riveste il cuore.
La tua essenza,padre mio, è un’eterna fiamma :
mi scioglie quest’anima che gelida cala dagli occhi.
Potessero le mie lacrime divenire tua linfa vitale.
'Parole di una Madre' di Maria Natile Martino
Bimba mia, godi della quiete
che ora permea il tuo cuore distratto;
non aprire la porta del tuo animo al vento
che al nostro orecchio porta
infingardi segreti o dorate menzogne,
scomposti pensieri o alate parole,
come bianchi aquiloni
in un cielo d'estate.
Non ascoltarlo, bimba mia:
potrebbe dirti che bere alla fonte della gioia
è inganno dei sensi pari al dissetarsi di un miraggio
nel cuore del deserto,
e il deserto siamo noi, assuefatti all'esistere, stanchi di lottare.
Potrebbe dirti che dell'amore e non del serpente
fu il veleno fatale a Cleopatra,
e che il sangue di GiulieUa
fu versato sull'altare di un'illusione.
Non ascoltarlo, bimba mia,
potrebbe dirti che toccare con mano la verità
è meta non meno irraggiungibile di uno svaporante arcobaleno
in un cielo ancora gravido di pioggia,
e che del grigiore di quel cielo si nutre la nostra vita;
i suoi discorsi invidiosi sono come monili di perle
con i quali, il collo appesantito da fatuo e frivolo splendore,
ci convincono a guardare in basso,
sono come un mucchio di lampadine in cambio delle stelle.
Non ascoltarlo, bimba mia,
perché potresti credergli,
come una falena incantata dalla luce,
accettando per un iniquo baratto di non avere sogni pur di non vederli infranti.
Bimba mia, sii piuttosto tu la vite
che si arrampica su per il traliccio
e supera il telone,
sfida l'altrui volere pur di vedere il sole,
che preferisce scottarsi coi suoi raggi ma gioire del suo calore
al dormire sotto la plastica di un'insensibilità artificiosa ma sicura,
che non si sottrae al rischio e al dolore pur di vivere davvero.
Sii il pino che, abbarbicato alla montagna, resiste strenuamente
agli attacchi della civiltà, e conserva intatta l'essenza
del sacro che vive in ogni cosa.
“Il concorso -a cui ho partecipato ci riferisce Silvia Pietroforte durante un’intervista- prende il nome da un ragazzo che frequentava con profitto il secondo anno di Liceo Classico che purtroppo morì per via di un incidente stradale a soli sedici anni.
Due anni prima della sua scomparsa fondò un ‘associazione culturale e sportiva chiamata ’Pro Casamicciola Terme’ in cui poteva ammazzare il tempo con altri giovani in modo costruttivo e proficuo. Nel 1978 gli amici della "Pro Casamicciola Terme", decisero di occuparsi della promozione economica e turistica di Casamicciola Terme ed ebbero l’idea di dedicare a Ciro Coppola un Premio Nazionale di Poesia riservato esclusivamente agli studenti della scuola media superiore, in modo che il suo nome risuonasse in ogni scuola d'Italia e poi più tardi d'Europa per poeti ‘in erba’ e per una gioventù affascinata dallo strumento espressivo della parola poetica. Il Concorso- continua Silvia- è aperto a componimenti inediti in lingua italiana degli studenti delle scuole secondarie superiori dell'area geografica italiana e di quelle ubicate all'estero, nonché a poesie in lingua italiana degli studenti dei Paesi dell'Unione Europea iscritti alla scuola secondaria superiore o istituti corrispondenti.
Quest’anno si è svolta la 33^ edizione del Concorso, un premio internazionale di poesia riconosciuto dal Presidente della Repubblica”.
La Redazione di AcquavivaNet esprime i più cordiali auguri per il tuo successo.
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