Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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IL NAS SCOPRE CANILE COMUNALE

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Scoperto ieri dai Carabinieri del N.A.S. il canile-lager ad Acquaviva delle Fonti. Dalla visita emerge una situazione gravissima: ben 453 cani, stipati come polli su un ettaro di terreno in contrada ‘La Campana’, in una struttura che potrebbe ospitarne non più di 172 unità con un evidente esubero di 281 cani.

Le condizioni igienico-sanitarie riscontrate sono, come si possono immaginare, difficili: i cani ingabbiati non possono muoversi per intere giornate, esposti al possibile rischio di epidemie. Un fatto non da poco, che suscita stupore, se non proprio indignazione.

Il CODACONS e L’ARCA di Acquaviva delle Fonti hanno inviato al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale, all’Assessore al Randagismo ed ai Consiglieri Comunali una lettera con cui chiedono l’istituzione di una ‘Commissione Speciale’ investita di tutti poteri rivenienti dalle leggi vigenti, “per accertare le condizioni igienico-sanitarie della struttura ed i livelli essenziali di tutela e benessere degli animali a cui deve essere assicurato un trattamento consono alla loro natura di esseri senzienti”. Le Associazioni si dichiarano preoccupate, inoltre, per le conseguenze che potranno subire i cani se l’Amministrazione Comunale procederà con il trasferimento degli animali in una struttura barese di proprietà dell’attuale gestore del canile acquavivese con conseguenze  negative alla comunità dal punto di vista socio – economico.

La gestione del canile-rifugio comunale è da anni affidata a imprese esterne.

 Ricordiamo che è stata aggiudicato il 9 febbraio l’appalto (con un importo a base d’asta di € 710.000,00 oltre IVA, nel corso della gestione commissariale del Comune) per il triennio 2010/2012, per il servizio di ricovero e mantenimento dei cani randagi, nonché di gestione del canile comunale sito in contrada “La Campana”. E che ad accaparrarsi l’incarico – secondo il criterio del prezzo più basso, inferiore a quello posto a base di gara – la ditta “M.A.P.I.A. S.r.l.” di Bari (unica a rispondere al bando), per un importo annuale di 300mila euro.

I Nas hanno segnalato all’amministrazione comunale la questione “ai fini dell’adozione dei provvedimenti mirati ad impedire il perpetrarsi di una situazione formalmente antigiuridica” oltre a coinvolgere il locale e competente servizio veterinario dell’Asl di Bari”.

Al momento le indagini delle forze dell’ordine non appaiono concluse. I militari hanno già inviato una dettagliata relazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari. Spetta al pm verificare la sussistenza di eventuali reati.

 

 

 

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