Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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LA PROCURA IMPUGNA LA SENTENZA SULLE MALATTIE

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La Procura generale presso la Corte di appello di Bari ha impugnato la sentenza di primo grado che lo scorso 30 novembre assolse i vertici dell’ospedale «Miulli» di Acquaviva da ogni responsabilità nei confronti di una trentina di dipendenti della struttura.

Monsignor Domenico Laddaga, amministratore del «Miulli»; Nicola L’Abbate, responsabile della sorveglianza medica della radioprotezione; Francesco Messa, responsabile del servizio di prevenzione e protezione e Vito Percolo, responsabile della sicurezza delle apparecchiature erano accusati a vario titolo di aver procurato malattie anche gravi ai dipendenti, esposti alle radiazioni di macchinari: sarebbero affetti da problemi alla tiroide, noduli o neoplasie tumorali e avrebbero contratto le malattie per la sovraesposizione ad apparecchiature inadeguate o malfunzionanti.

Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Bari, Giuseppe De Benedictis, al termine del processo celebrato con il rito abbreviato assolse i primi tre (Laddaga, L’Abbate e Messa) «perché il fatto non sussiste» e rinviò il quarto (Percoco) a giudizio.

Ieri, però, il sostituto procuratore generale Anna Maria Tosto ha impugnato la sentenza non condividendone la struttura generale che non riconoscerebbe ai vertici del “Miulli” le responsabilità della loro condotta. Saranno ora i giudici della Corte d'Appello a decidere nel merito.

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