
Vi sarebbero motivi passionali alla base del grave fatto di sangue avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì ad Acquaviva delle Fonti e culminato col ferimento di un 24enne operaio incensurato colpito alle gambe da un proiettile e giudicato guaribili in 30 giorni.
I carabinieri della Compagnia di Gioia del Colle, in poche ore di indagini, sono riusciti a risalire sabato al presunto responsabile dell’agguato, un 18enne già noto alle forze dell’ordine, ritenuto l’esecutore materiale. Secondo gli investigatori avrebbe agito nell’interesse dello zio, un 29enne anche lui di Acquaviva delle Fonti, la cui posizione e responsabilità nella vicenda è al vaglio degli inquirenti. Il 18enne, tratto in arresto nella giornata di ieri, dovrà rispondere di lesioni aggravate e detenzione e porto illegale di arma comune da sparo.
Dalla ricostruzione degli investigatori, alle 2 circa di giovedì notte, il 24enne operaio si trovava nella sua autovettura, in piazza Kolbe, ad Acquaviva delle Fonti, in compagnia della fidanzata. La coppia è stata improvvisamente raggiunta dall’ex spasimante della ragazza con il quale è iniziata una discussione furibonda. Sembra che i due contendenti siano stati raggiunti da un terzo individuo, poi identificato nel 18enne, che, dopo aver estratto una pistola calibro 9 dalla cintura dei pantaloni, ha esploso un colpo di arma da fuoco colpendo alle gambe la vittima. Dopo l’insano gesto, zio e nipote sono fuggiti a bordo di un’auto.
Sul posto sono prontamente intervenuti i carabinieri che dopo aver soccorso il giovane, trasportato all’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti da personale del “118”, sono riusciti in poco tempo a identificare e bloccare il presunto responsabile della gambizzazione.
Sono tutt’ora in corso indagini finalizzate al rinvenimento dell’arma utilizzata per il ferimento mentre il 18enne, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, è stato associato presso la locale casa circondariale del capoluogo. A breve si dovrà decidere anche la sorte dello zio, non solo causa scatenante della vicenda ma anche presente al momento dell’aggressione a colpi di pistola.
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