Sottraevano denaro e oggetti preziosi a due minori, minacciandoli ripetutamente con mazza da baseball, coltello e pistola, ma scoperti sono finiti in carcere. È quanto hanno accertato i Carabinieri della Stazione di Acquaviva delle Fonti, che questa mattina hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Bari – dott. Sergio di Paola – su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, dott.ssa Patrizia Rautiis – nei confronti del 19enne Raffaele Silletti e del 32enne Luigi Tunzi, del luogo, già noti alle forze dell’ordine e del 20enne incensurato M.R., residente a Cesate (MI), ma domiciliato ad Acquaviva delle Fonti, accusati – in concorso – di estorsione, sequestro di persona, lesioni personali e danneggiamento.

Luigi Tunzi

Raffaele Silletti
Le indagini hanno consentito di chiarire che già dal mese di dicembre 2009, i tre avevano iniziato ad avanzare richieste di danaro ed oggetti preziosi ai due minori. I malfattori costringevano le vittime a seguirli in luoghi appartati e, sotto la minaccia di un coltello, una mazza da baseball ed una pistola tipo revolver, gli imponevano di consegnare loro il danaro posseduto o di impegnarsi a recapitarlo successivamente. In una circostanza, il gruppetto aveva persino utilizzato una pinza ed una sega con lama dentata per intimorire le giovani vittime. Prima di denunciare quanto accaduto, i due malcapitati hanno dovuto sopportare diversi soprusi (minacce, lesioni, aggressioni verbali e in alcuni casi anche atti vandalici alle autovetture dei propri genitori), durati sino allo scorso mese di giugno, quando, preso coraggio, hanno messo al corrente i propri genitori che, a loro volta, si sono rivolti al personale dell’Arma del luogo. L’attività posta in essere dai militari della locale Stazione ha consentito di raccogliere obiettivi riscontri ai fatti denunciati.
Silletti e Tunzi si trovano ora rinchiusi presso la casa circondariale di Bari, ove il primo era già detenuto per altra causa. Il 20enne, invece, si trova nel carcere di San Vittore, a Milano, ove proprio ieri vi era finito per altro motivo.
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