Dopo qualche falsa partenza, sembra avviarsi con consistenza il cammino del Piano Sociale di Zona, sbloccando progetti e risorse per centinaia di migliaia di euro a favore delle fasce più deboli della popolazione di sei comuni, tra cui Acquaviva delle Fonti.
Lo ha detto ieri, in un convegno a Grumo Appula, il Coordinatore del Piano, Pagano che in un confronto con amministratori e associazioni ha spiegato le ragioni dei ritardi di quello che dovrà essere il futuro sociale dei comuni interessati affinchè “il diritto non diventi concessione - ha detto Pagano –poiché le norme da rispettare e le consuetudini amministrative servono a riconoscere diritti e uguaglianze, altrimenti si arriva nella giungla dove vince la legge del più forte”.
In sostanza, Pagano ha proposto alle associazioni che rappresentano una fascia consistente dei bisogni del territorio incontri sistematici e un “cronoprogramma” condiviso ovvero un calendario delle cose da fare con tempi certi ma ha anche spiegato tutto quello che in appena due mesi due mesi dal suo insediamento è stato fatto.
Dal primo giugno partirà il servizio di home-maker e assistenza domiciliare non professionale: il soggetto che si è aggiudicato l’appalto sarà affiancato fino al 1 luglio da soggetto che gestiva il servizio in precedenza, per segnare una continuità del servizio e si tratta, ha detto Pagano “di un primato per il nostro Ambito, primo in Puglia a realizzare questo servizio”, con una importante novità: la segnalazione delle persone a rischio e dunque potenzialmente da seguire, potranno essere fatte anche dal Servizio Sociale dei Comuni, non più solo dal Servizio Salute Mentale della ASL, con risparmio di tempo e burocrazia.
Per quanto riguarda i contributi alle famiglie numerose, ai 42 nuclei censiti in tutti e sei i Comuni, saranno erogati, entro le prossime settimane, circa 1800 euro ciascuno: si tratta di famiglie con 4 e più minori a carico e con un indicatore Isee sotto i 20mila euro annui.
L’equipe multidisciplinare che si occupa di affido minori e violenza, anche sulle donne, sta mettendo a punto il Regolamento e i criteri per l’erogazione degli aiuti, Regolamento che sarà poi condiviso con le associazioni di settore e che andrà a colmare non solo un vuoto ma anche un problema molto diffuso qual’è l’affido nei sei Comuni.

Allo studio anche il Regolamento che disciplina i contributi per l’eliminazione delle barriere architettoniche nelle abitazioni private: ad oggi ci sono richieste per circa 125mila euro ma i Comuni hanno solo 33mila euro a disposizione. Ecco, dunque, che il Piano di Zona supporterà gli enti locali ma prima occorre decidere i criteri di suddivisione dei fondi.
Tempi stretti per “Prima Dote” e “Assegno di Cura”: entro la fine di giugno il Coordinatore Pagano ha affermato saranno predisposte le graduatorie definitive e potranno essere erogati gli assegni.
Queste le emergenze, quindi, prima che i fondi andassero definitivamente persi: dopo l’estate, è stato spiegato nel corso del convegno, si metterà mano alla normale programmazione che riguarda le altre aree di disagio e prevenzione quali le dipendenze, gli anziani, i minori – soprattutto in ambito scolastico - e il sostegno, tramite piccoli prestiti economici, alle imprese familiari che si intendono attivare.
All’incontro erano presenti quasi tutti i sindaci dei Comuni coinvolti tra cui quello di Acquaviva, Francesco Squicciarini che ha ricevuto le lodi da parte del Coordinatore Pagano per la celerità della istruzione di molte pratiche e progetti riguardanti i fondi messi a disposizione dal Piano di Zona, tra cui quelle per l’abbattimento della barriere architettoniche in ambito domestico: Acquaviva è l’unico Comune dei sei ad aver completato tutte le istruttorie.
Dal canto suo, il sindaco Squicciarini ha detto che dopo le oggettive difficoltà nel far partire il Piano, “ora occorre fare presto e bene con la ristrutturazione delle politiche sociali che non possono più avere una visione locale ma devono diventare di ambito sovra comunale” e soprattutto devono smetterla di essere luoghi di scambio e favori per diventare diritti della persona. Il Convegno è stato organizzato da Rete 3, presieduto da Pino Solazzo (in foto).
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Pino Solazzo Presidente RETE 3