La Cia e l’Anp di Puglia nel corso del convegno regionale sul diritto alla salute per tutti, hanno chiesto al Governo regionale il rispetto dei principi e dell’organizzazione del servizio socio-sanitario regionale sanciti dalla legge 3 agosto 2006, n.25. Una nuova e vera politica dell’utilizzo delle risorse finanziarie a favore dell’assistenza territoriale. Solo successivamente alla riqualificazione ed al potenziamento dell’assistenza territoriale si potrà procedere alla revisione della struttura ospedaliera per una sanità equa, senza sprechi di risorse e con meno spese.
“Noi rivendichiamo – ha spiegato il Presidente della Cia Puglia Antonio Barile -, con tutti i pensionati ed i cittadini pugliesi, il rispetto del diritto costituzionale alla salute contro gli sprechi e le liste di attesa. Oggi il diritto alla salute a causa di molti disservizi è violato. Le liste di attesa sono la causa principale del mancato diritto alla salute del servizio sanitario regionale, della migrazione sanitaria, costosissima per il bilancio sanitario regionale, e della forzata e insostenibile scelta delle visite private a pagamento, unica possibilità per accedere subito e senza attesa ai servizi del sistema sanitario pubblico. Il sistema dei tempi lunghi delle liste di attesa aumenta fortemente le discriminazioni e le disuguaglianze tra i cittadini abbienti e quelli meno abbienti in quanto questi ultimi non posseggono risorse finanziarie che permettono loro di curarsi dignitosamente. Il diritto alla salute per i non autosufficienti è pressoché inesistente. Il calvario sociale ed economico dei cittadini non autosufficienti ricade totalmente sulle spalle delle famiglie. È negato il diritto ad una adeguata assistenza domiciliare integrata per garantire agli anziani ed ai cittadini non autosufficienti la possibilità di curarsi al meglio, restando nella propria casa e nel proprio ambiente affettivo. Grazie alle badanti, per chi ha le condizioni economiche adeguate, il dramma viene relativamente attutito. Ai malanni, che oggettivamente colpiscono maggiormente gli anziani, il sistema socio-sanitario non sempre risponde adeguatamente creando sgomento, rabbia ed angoscia tra i cittadini della terza età”.
E per gli anziani il problema non è solo legato ai servizi socio-sanitari ma anche alle pensioni da fame che percepiscono
“Il quadro socio-economico degli anziani in Puglia – ha evidenziato il presidente regionale dell’Anp Puglia Mauro Zaccheo – è caratterizzato da circa 900 mila pensionati, le cui pensioni medie mensili sono di 665,00 euro. Oltre 200 mila pensionati autonomi - coltivatori diretti, artigiani - percepiscono pensioni mensili mediamente di 460,00 / 517,00 euro. È chiaro, chiarissimo che i nostri anziani vivono in uno stato di povertà, per i quali il diritto alla salute è quasi del tutto negato. Privare i cittadini della terza età dei moderni ed adeguati servizi socio-sanitari, di un efficace prevenzione e cura per prolungare la durata della vita sana ed in salute è un delitto sociale. Il diritto ad una bocca sana non esiste: è vietato per molti anziani il diritto alla cura dei denti. Le cure odontoiatriche a carico del sistema sanitario pubblico, quasi inesistenti, impongono il ricorso ai privati con costi insostenibili che spingono molti anziani con basso reddito a rinunciare al benessere di una bocca sana. Il diritto alla salute per i non autosufficienti è pressoché inesistente. Col piano di rientro sanitario il depotenziamento delle strutture ospedaliere in mancanza di un’adeguata organizzazione socio-sanitaria nel territorio aggraverà i disservizi ai cittadini ed agli anziani. L’etica, la trasparenza, la semplificazione ed il controllo devono guidare la strategia del sistema sanitario italiano e pugliese. Bisogna realizzare un nuovo patto con i cittadini: è necessario rilanciare l’impegno e creare un nuovo rapporto di fiducia tra cittadino e il sistema sanitario facendo leva sul rispetto di un principio fondamentale: il cittadino, quale punto inderogabile di riferimento, ha diritto al rispetto della sua dignità ed alla qualità della vita. Per gli anziani proponiamo una corsia adeguata di servizi ed in primis il superamento delle liste di attesa, in ragione dell’età avanzata e delle possibili insorgenze di gravi patologie. In particolare, al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, proponiamo la costituzione di un “laboratorio regionale sulla Terza Età”, costituito da esperti di alta professionalità nel settore geriatrico, con la partecipazione dei medici di famiglia, dei sindacati e dei pensionati, per studiare ad affrontare adeguatamente il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione”.
*Fonte: Cia
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