Eolico si, eolico no. È questo da tempo ormai il dubbio amletico che affligge cittadini e istituzioni dei nostri territori locali. È da mesi ad esempio che si è costituito a Cassano delle Murge un comitato cittadino ad hoc in difesa dell’ambiente e che sta lottando duramente contro la realizzazione di un parco eolico sulla Murgia cassanese di 33 torri alte cento metri:
Intanto anche ad Acquaviva sono stati presentati due progetti di centrali eoliche dalla società Altra Tensione S.r.L. (la stessa che assieme ad altri privati ha sponsorizzato le panchine della nuova Piazza Garibaldi).
Due enormi parchi di 28 aerogeneratori (torri) totali dalla potenza prevista di 47.6 MWp, uno in località “Parco della Chiesa” e l’altro presso la contrada “Difesa della Terra”, per un valore complessivo dell’opera di 85,000,000 euro.
Per alcuni aspetti l'energia eolica è una fonte attraente, come alternativa al combustibile fossile, dal momento che è abbondante, rinnovabile, ampiamente distribuita, pulita e praticamente non produce gas a effetto serra (se non durante la produzione di componenti base, come le pale in alluminio). Comunque, la costruzione di "fattorie eoliche" non riceve unanime consenso a causa del loro impatto paesaggistico e altre problematiche, come la rumorosità e la pericolosità degli impianti per i volatili.
Cerchiamo di analizzare brevemente gli aspetti positivi e gli aspetti negativi dell’energia eolica.
SVANTAGGI E RISCHI
Sulla terraferma, i luoghi più ventosi e quindi più adatti alle installazioni eoliche sono generalmente le cime, i crinali di colline e montagne o le coste. Gli impianti moderni, sebbene siano anche esteticamente apprezzabili, per le loro grandi dimensioni risultano visibili da grande distanza e possono causare un turbamento del paesaggio.
Il rischio di mortalità da impatto per gli uccelli migratori è certamente realistico, in particolare per gli impianti più grandi.
Il rumore di una turbina eolica, dovuto essenzialmente al vento incidente sulle pale, secondo alcuni studi favorirebbe, nei residenti di abitazioni nelle immediate vicinanze, la cosiddetta "sindrome da pala eolica", un insieme di disturbi a sfondo neurologico.
VANTAGGI
I costi di mantenimento e smantellamento sono relativamente bassi, molti componenti sono riciclabili e riutilizzabili.
Non viene prodotto il gas serra CO2, se non in quantità minime in rapporto alla costruzione dell'impianto.
Il vento è una risorsa rinnovabile di energia, e per il mondo intero è stata stimata attorno ai 870 TW/annui, per la maggior parte non sfruttabili in modo economico.
Per chiunque volesse consultare gli atti, avere copia del progetto e del relativo studio di impatto ambientale può rivolgersi presso il Comune di Acquaviva o la Provincia di Bari.
Entro e non oltre il 24 Marzo 2011 possono essere presentate da chiunque alla Provincia le proprie osservazioni.
Sicuramente come avvenuto per il comune di Cassano delle Murge anche ad Acquaviva si costituirà un Comitato cittadino per “difendere il territorio dall’eolico selvaggio”.
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Commenti
Il sistema sincretico di cui parla lei potrebbe produrre quindi una potenziale sovraccapacità produttiva energetica degli impianti per compensare l'intermittenza delle rinnovabili. Va poi detto che alcuni impianti convenzionali non riescono a riadattare la propria capacità produttiva in maniera tempestiva. Il nucleare ha bisogno di 7 ore per tarare la propria produzione. E mantenere un impianto nucleare al di sotto della propria capacità massima produttiva per compensare i picchi negativi di produzione delle rinnovabili costa tantissimo: il combustibile nucleare utilizzato da questi impianti conta solo per il 10% del costo totale della energia (costo variabile); tutto il resto è costo fisso dell'impianto. Se tutta l'energia elettrica fosse prodotta solo con costi variabili (in assenza di costi fissi) il sistema funzionerebbe. Purtroppo produrre energia impone anche costi fissi. L'esempio sono le rinnovabili: il fotovoltaico usa il sole come fonte energetica in maniera completamente gratuita, ma per sua disgrazia i pannelli fotovoltaici e gli altri elementi che creano l'impianto (costi per lo più fissi ammortizzabili nei diversi anni di esercizio dell'impianto) costituiscono la parte assoluta di costo produttivo.
Ci si è spinti già troppo in là con le attuali energie rinnovabili. L'Italia non è un paese ventoso (le basse ore equivalenti di produttività degli impianti nel nostro bel paese lo evidenziano) eppure grazie agli incentivi in conto esercizio (il prezzo politico applicato ai kwh prodotti) si è creato un business scellerato. Idem in Germania per il fotovoltaico. Un Paese senza requisiti sufficienti di irraggiamento solare è stato capace di ricoprire i tetti delle case dei tedeschi con pannelli fotovoltaici solo grazie a incentivi equivalenti a quelli italiani (Conto Energia). Germania, Spagna e altri paesi europei se ne sono accorti in tempo e hanno eliminato questi incentivi. E' bene che anche il nostro Paese inizi a fare altrettanto. E il decreto sul Conto Energia sul fotovoltaico per il triennio 2011-13 fortunatamente va in questa direzione, sebbene lo fa in maniera morbida.